Sei settimane di passione…

Sei settimane di passione…

10 Marzo – 19 aprile: Sei settimane di passione ….
Per cercare di decidere cosa fare del sito dopo la scoperta che era un “gran casino” e che per giunta il mio comportamento aveva reso impossibile una possibile collaborazione.
Crisi totale soprattutto per avere scoperto che la vecchiaia non sembra essere riuscita a migliorare i miei modi di entrare in contatto con altri 🙁
Ho mollato tutto per sei settimane: il sito, i corsi che avevo iniziato per imparare PHP ecc, la lettura … tutto.
Ho passato i giorni buttando la mia vita, e (scusate il linguaggio) a “cazzeggiare”, piangendo su me stessa e su tutte le cose che ancor sognavo di fare e realizzare e che invece non ci saranno.
Insomma realizzare tutto insieme è stata la classica “botta di vita”, ti ritrovi a rivalutare le cose che volevi fare e che invece non sarai in grado di fare.
Una serie di cose difficili da digerire, almeno fino a quando non cerchi di toglierti il filtro delle lacrime agli occhi e ti costringi a valutare le cose in modo differente: il famoso “Mezzo vuoto o mezzo pieno”.
E ieri ho ripreso in mano il sito, accettando il fatto che se non sono in grado di fare come dovrebbe essere fatto, allora debbo farlo come posso e come riesco.
Mi sono rimessa da zero a rifare tutto, ma questa volta non cercherò soluzioni: reimmetterò manualmente tutte le 30.000 (trentamila) pagine del sito e le relative immagini.
Credo che questa sia l’unica soluzione a cui sono in grado di arrivare da sola e so anche che mi ci vorranno mesi per farlo, che è un lavoro odioso e ripetitivo, proprio i lavori che io non sopporto assolutamente; ma forse questo è il karma destinato a me 😉
In fondo la vita è un baratto senza fine: le ultime cose che mi sono arrivate mi hanno costretto ad imparare qualcosa che forse non avrei mai imparato senza che avvenissero.
Sono qui ancora, sto discretamente bene, sindromi letali in regressione, due figli spettacolari, un marito che mi sopporta e una testa ancora più o meno funzionante.
Le limitazioni funzionali mi pesano decisamente, ma ho almeno imparato a dare pesi differenti alle situazioni e di certo la valanga di pastiglie che ingurgito mi ha aiutata molto.
Certo, avere accettato certe cose non vuole dire che mi stiano bene, proprio per nulla …. ma che cerco di accantonarle e di andare avanti.
Non sono e non sarò mai l’inguaribile ottimista che vede roselline e prati verdi, tramonti spettacolari e albe commoventi.
Continuerò a vedere nuvoloni in cielo (ma che fascino che hanno se li guardi bene), a sentirmi un fallimento personale, una incapace .
Dovrò accettare che non sarò mai una con un sito di “successo”, una pagina Facebook con migliaia di like, ma alla fine nella vita abbiamo davvero bisogno di successi?
Io posso chiamare successi quelli della mia famiglia, dei miei figli, di mio marito?
Si, lo sono di sicuro anche se non sono MIEI successi, anche se non sono stata io a realizzarli, ma ognuno di loro; ma ne faccio parte anche io e ne godo anche io e questo deve bastare.
Essere felici per gli altri probabilmente è la cosa più difficile quando ancora speri di potere raggiungere qualcosa tu stesso. Forse prima bisogna accettare che possiamo avere destini diversi esattamente come non tutti siamo bianchi, o alti, o intelligenti.
E questa è la lezione che sto cercando di assimilare: non riesco ad avere quello che credevo di volere, ma ho tante cose che volevo e che non mi ero accorta di avere.
E di questa presa di coscienza posso solo ringraziare gli eventi così malvisti da ognuno di noi come sono le patologie gravi o presumibilmente letali.
Parlando con una cara amica, tempo fa, le dissi che siamo tutti noi – esseri umani – merce deperibile, a scadenza: nulla di più vero.
Si tratta di ricordarcelo e di accettarlo e alle volte proprio dalle situazioni peggiori non solo si esce, ma si esce migliori e più forti, coscienti di quello che si è e di quello che si dovrebbe divenire.
In fondo l’importante è capire di dovere vivere ogni singola situazione come unica, nel bene e nel male, riconoscendo che da ogni singola cosa co lascerà un segno che saremo noi a dovere valutare, catalogare e ricordare dandogli un peso positivo o negativo, ma sempre e comunque sarà qualcosa che resterà nella nostra vita.
Ciao amici e a presto: grazie di esserci 🙂
La mia firma con la zampa d'orso!

 

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