Scelte giuste o errori?

Scelte giuste o errori?

Alle volte mi chiedo se ogni cosa che faccio sia sbagliata.
Ci sono scelte che faccio per evitare di ferire le persone che amo, scelte che mi costano tantissimo, ma ho il sospetto che non solo non siano considerate scelte fatte per amore, ma addirittura siano interpretate come dimenticanze o, ancor peggio, rifiuto.
Sono appena passate le feste di Natale, giornate icona del “Ci vogliamo tutti bene”….
Ho mandato auguri generici alla maggior parte delle persone che in un modo o nell’altro fanno parte della mia vita. Ma ci sono persone che più sono dentro di me, la cui amicizia ha avuto ed ha un peso enorme nella mia vita.
A queste ho cercato di mandare due righe personali, solo due righe è vero, ma lo ho fatto per scelta.
Conosco bene me stessa, so quanto ho la necessità di sfogarmi, di parlare, di buttare fuori quello che dentro mi distrugge.
Ed è proprio per questo che ho scelto di non avere contatti diretti con queste persone, con una in particolare, la mia “mezza mela”, o forse dovrei dire il mio “tam-tam”.
Se usassi il telefono non sarei capace di mentire in modo credibile, non sarei capace di raccontare storielle rosa sulla situazione, io non ne sono mai stata capace.
Ma so che per persone con legami speciali, il dolore dell’altra è dolore proprio, che brucia tanto quanto il tuo stesso dolore. Anzi … peggio. Proprio perché sai che nulla puoi fare per aiutare, per essere vicina e condividere in modo positivo i momenti pesanti.
Per me almeno è così e penso lo sia anche per gli altri e da qui la mia scelta del silenzio.
Per Patri so che al mio silenzio ha già dato un significato e so che è quello giusto. Il mio vero timore è di privare però lei di uno sfogo, ma in fondo io so di valere così poco e lei ha tanti amici carissimi, tutti pronti ad esserle vicini.
Io sono qui e cosa potrei fare? Nulla….
Lei sa benissimo di essere nei miei pensieri ogni momento, sono sicura che sa che mentre scrivo queste parole ho in mano il famoso ”straccio delle polveri” e lo uso furiosamente. Lei sa cosa sia e cosa significhi.
So bene quanto la sua vita sia piena di impegni, di doveri e di corse infinite.
Il tempo per lei non è mai abbastanza: una vita piena la sua.
Come rubarle il tempo che non ha per magari mettermi a piangere su me stessa? In fondo quello che sono e la situazione in cui mi sono messa, l’ho creata io e quindi non è giusto lamentarsene o piangerne. La solitudine ne è solo una conseguenza, ma in fondo in fondo io non sono completamente sola, io ho i miei ricordi, ho il passato.
Il futuro in fondo non mi interessa, preferisco cercare di vivere alla giornata: è già abbastanza lunga quella senza dovere anche pensare alla successiva. Mi accontento di pensare che oggi posso ancora muovermi, che in qualche modo riesco a tirare avanti: il domani lasciamolo nel mistero!
Io mi trincero nella speranza che almeno lei abbia capito il mio silenzio e che il suo silenzio sia solo un rispettare il mio timore di non sapere tacere.
Ma quante altre persone invece non conoscono questa mia “ultima spiaggia” in difesa della mia debolezza e però sono scomparse senza nemmeno un rigo di risposta ai miei messaggi.
Forse allora è proprio vero che “Un bel tacer non fu mai scritto” ? Allora sarebbe stato meglio non scrivere nulla ma lasciare che piano piano il silenzio riempisse lo spazio della mia assenza e cancellasse il ricordo di mille cose e di grandi amicizie?
Ma forse sono io l’ingenua che pensa che siano state “amicizie”, forse sono solo stati incontri e rapporti nati da momenti di solitudine e che una volta riempito il vuoto momentaneo sono diventati inutili.
Ed io – stupida come sempre – non l’ho capito e cerco di mantenere vivo qualcosa che non esiste o che forse non è mai esistito.
Lo posso accettare, posso farlo. Ma vorrei che mi venisse detto, vorrei una parola di addio, non certo una giustificazione sia ben chiaro. L’amicizia c’è o non c’è, non la si può inventare. La si deve sentire dentro.
Ma come si fa ad essere ancora così stupidi a sessanta anni? Come si fa a credere a certe cose in modo così cieco ed assoluto, convinti che per tutti i sentimenti abbiano la stessa intensità e durevolezza.
Ma forse la risposta esiste ed è semplice: per me è così solo perché io non ho altro, perché il rapporto di amicizia è stato il mio dio per tutta la vita.
Ero così da bambina, lo sono restata da giovane e lo sono da vecchia.
Ed è probabilmente per questo che la mia vita è stato solo un insuccesso ed un susseguirsi di fallimenti.

La mia firma con la zampa d'orso!

Dammi una mano: Condividi questo pensiero
Condividi su facebook
Condividi su whatsapp
Condividi su twitter
Condividi su pinterest
Condividi su linkedin
Condividi su tumblr
Condividi su print
Condividi su email

Copyright © 2003-2019 – Tutti i diritti riservati. – Disegnato e realizzato da Lio Saccocci

Pin It on Pinterest

Shares
Share This

Condividi se ti è piaciuto!

Fammi conoscere ai tuoi amici

Shares