POESIE

Wystan Hugh Auden
Blues del profugo

Dicono che questa città ha dieci milioni di anime.
Alcuni vivono nelle ville, altri vivono in buche.
Eppure non c’è posto per noi, mia cara, non c’è posto per noi.

Una volta anche noi avevamo  un paese e  questo  ci sembrava buono.
Cercate nell’atlante e lo troverete là.
Non possiamo andare lì adesso, mia cara, non possiamo andarci .

Nel cimitero del villaggio cresce un vecchio tasso,
e ad ogni primavera germoglia di nuovo.
I vecchi passaporti non possono farlo, mia cara, i vecchi passaporti non possono farlo.

Il console ha sbattuto i pugni sul tavolo ed ha detto:
“Se non hai i passaporto, sei ufficialmente morto!”
Ma noi siamo ancora vivi, mia cara, noi siamo ancora vivi.

Mi sono recato ad una commissione; mi hanno offerto una sedia.
Mi hanno detto gentilmente di tornare il prossimo anno:
ma dove andremo oggi, mia cara, dove andremo oggi?

Sono andato ad una riunione. Il relatore si è alzato ed ha detto:
“Se  permettiamo che stiano qui , loro ci toglieranno il pane quotidiano”;
Stavano parlando di me e di te, mia cara, stavano parlando di me e di te.

Pensavo di aver sentito il rombo di tuono nel cielo;
È stato Hitler in Europa, e diceva:’ Quelli devono morire ‘;
Eravamo nella sua mente, mia cara, eravamo nella sua mente.

Ho visto un barboncino avvolto in un cappotto,
Ho visto una porta  aprirsi e un gatto che veniva fatto entrare:
Ma non erano ebrei tedeschi, mia cara, non erano ebrei tedeschi.

Sono stato  giù al porto e  mi sono fermato sopra il molo,
Ho visto i pesci nuotare come se fossero liberi:
A soli  dieci metri di distanza, mia cara, a soli dieci metri di distanza.

Ho camminato attraverso un bosco, ho visto gli uccelli tra gli alberi;
Non avevano i politici e cantavano a loro agio:
Non erano della razza umana, mia cara, non erano della razza umana.

Sognando ho visto un edificio con un migliaio di piani,
Un migliaio di finestre e mille porte;
Nessuno di questi era nostro, mia cara, non uno di questi era nostro.

In piedi su una grande pianura sotto la neve che cadeva,
Diecimila soldati marciavano su e giù:
stavano cercando noi due,  mia cara, stavano cercando noi due.

QUI la versione Inglese originale

Letta da Domenico Pelini

“Refugee Blues” set to original music

Una risposta

  1. Wystan Hugh Auden, “La più grande mente del ventesimo secolo” secondo il poeta russo Iosif Brodskij. Quando lessi per la prima volta questa frasene rimasi molto meravigliata: come, un poeta, la più grande mente del 20° secolo?
    E allora ho voluto conoscerlo e mi ha affascinato: decisamente con un ‘aplomb’ tutto inglese, ma semplice nelle sue espressioni, in cui però si vede la sua grandezza.
    In questo “Blues del profugo” vengono anticipati tutti gli orrori che arriveranno con il nazismo, scritto nel 1940 quando Auden lasciò l’Europa per l’America.
    Sembra la carica di un “J’accuse”, e la lettura di Domenico pelini evidenzia la sequenza.
    Ascoltate attentamente e ditemi se non riconoscete le stesse odiose accuse che OGGI ancora vengono rivolte a rifugiati e fuggiaschi.
    Cani e gatti sono più amati di loro, senza un passaporto i governi li considerano morti e alla fine si dice che gli animali siano più liberi degli esseri umani perché “non hanno politici”.
    Vorremmo negare che gli esseri umani paiono non imparare nulla dal passato?
    Mi rattrista profondamente come cosa, siamo meglio di quello che stiamo facendo vedere, possiamo cambiare il mondo se ci impegnamo ad aprire il cuore.
    Questo mi è vnuto fuori così, di botto, spero di non avere offeso nessuno e vi invito a cercare altre poesie di questo scrittore.
    😍😘🤗

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