POESIE

Vivian Lamarque
Code

Non mi dispiace fare le code,
c’è tempo per pensare,
per guardare dentro la borsa,
dentro la tasca dell’auto,
tempo per programmare i giorni a venire
domani dopodomani,
per guardare negli occhi di quell’extra gentile
(che vetro scintillante mi ha fatto,
gli ho chiesto il sinistro domani il destro,
ogni giorno un pezzetto diverso)
tempo per guardare quel bel geranio al quarto piano,
sta bagnandolo una vecchina pulita, bellina,
tempo per leggere i titoli, il nome di una via,
tempo per cominciare questa poesia.

3 risposte

  1. Quando lessi la prima volta questa poesia, mi sentii ribollire 😁
    Lo ammetto, la sola idea che qualcuno potesse fare affermazioni simili ed arrivare al punto di farne una poesia, mi sembrò folle.
    Ma il testo era così grazioso che lo volli mettere sul sito: la mente correva in avanti, pensava alla poesia successiva, cercava qualcosa di speciale, pensava ed elaborava altre idee, progetti differenti.
    Oggi me la sono ritrovata sotto gli occhi e mi sono resa conto come, cambiando le circostanze, possiamo anche cambiare a considerare le cose…
    Oggi pure fare la coda pare in fondo un movimento, un momento fuori, di libertà 🤨
    Ma se proviamo a soffermarci sulle parole di questa poesia, oggi riusciamo a vedere infiniti dettagli, cose che nella fretta della vita di corsa che facciamo sempre, non avremmo visto.
    Io almeno non le avevo mai notate e nemmeno avrei pensato di farlo….
    Ma allora in fondo, tornare a potere vedere lo scorrere del tempo, ci può aiutare a riscoprire tante cose che abbiamo ignorato e – quando la vita normale riprenderà – credo che qualcosa potrebbe rimanerci attaccato, quelle piccole cose che oggi possiamo cercare di scoprire e che normalmente non avremmo mai visto.
    E questo non è volere essere ottimisti a tutti i costi, ma solo guardare le cose nella loro interezza.
    Non esiste mai solo un lato delle cose, ve ne sono sempre altri ma alle volte ci si ferma prima di trovarli.
    Buona domenica 😘🥰😚

  2. Proprio l’evidenziare con un ritmo rallentato singoli gesti e momenti apparentemente banali, ci confortano nel profondo, il valore di vivere ogni singolo frammento quasi fosse un particolare di un puzzle che è la quotidianità. Staccarsi dalla foga, dall’inerzia della superficialità di situazioni ricorrenti e apparentemente banali, che però musicate in uno spartito sincopato acquistano inaspettatamente un valore di inedito, spessore. Veniamo rivalutati quali protagonisti e non più accessori.
    Che fatalità proprio durante una quarantena !

    1. Buongiorno Maurizio e grazie per la tua presenza qui.
      È davvero bello scoprire quante persone di grande cultura e capacità lessicale si incontrano di fronte ad una poesia 🙂
      Da come scrivi emerge chiaramente tutto questo, ma al di là della proprietà di linguaggio io sono concorde con quello che dici, solo ora si riescono a vedere e godere certe cose, ora che si va al rallentatore.
      Ed è forse per questo che io contro tutto e tutti, continuo a vedere tanto di positivo in questa situazione: una lectio magistralis che ci è stata imposta e che io spero lasci segni permanenti nella nostra vita.
      Per quanto mi riguarda ho impiegato venti anni per cercare di accettare questo ritmo rallentato, ed ancora oggi mi mancano tanti aspetti della mia vita precedente. Ma alla fine riesci a vedere anche i lati positivi, le cose che non hai mai notato prima quando la vita era piena di tutto, ed impari ad aggrapparti al valore delle particelle, a comprenderne il senso ,
      Grazie e buona giornata 🙂

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