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Vincenzo Cardarelli Aprile

Quante parole stanche
mi vengono alla mente
in questo giorno piovoso d’aprile
che l’aia è come nube che si spappola
o fior che si disfiora.
Dentro un velo di pioggia
tutto è vestito a nuovo.
L’umida e cara terra
mi punge e mi discioglie.
Se gli occhi tuoi son paludosi e neri
come l’inferno
il mio dolore è fresco
come un ruscello.

Letta da Vittorio Gassman

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