Clicca sull'immagine per ingrandirla
Tawfiq Zayyad Resteremo qui

Come fossimo una ventina d’impossibilità
A Lidda, Ramleh e in Galilea…
Qui, rimarremo quale muro sul vostro petto,
quali pezzi di vetro e pelli di fichi d’India nella gola,
quale bufera di fuoco nei vostri occhi.
Qui…sul vostro petto come un muro, resteremo.
Laveremo i piatti nei caffè,
riempiremo, forse, i bicchieri per i signori,
asciugheremo le piastrelle di cucine annerite,
per strappare un boccone per I nostri bambini
dai vostri canini azzurrastri,
ciò malgrado,
qui…sul vostro petto resteremo come un muro
soffriremo, probabilmente, di fame e di nudità,
ciò malgrado vi sfideremo,
canteremo poesie
flagelleremo con furiose dimostrazioni le strade,
colmeremo di fierezza le prigioni,
e dei nostri figli
faremo una ribelle generazione dopo l’altra.
Come fossimo una ventina di impossibilità,
a Lidda, Ramleh e in Galilea,
noi rimarremo qui, e se questo non vi piace
bevete il mare dalla rabbia…
qui custodiremo l’ombra del fico e degli ulivi,
e quale lievito nella pasta,
pianteremo I nostri pensieri della resistenza.
Freddissimi i nervi nostri
E nel cuore abbiamo un inferno d’ ira.
Se saremo assetati spremeremo il deserto
E ci nutriremo di sabbia se avremo fame,
ma non partiremo di qui, e non esiteremo
ad offrire il nostro sangue per la patria.
Qui abbiamo il passato, il presente e l’avvenire,
come fossimo una ventina di impossibilità
a Lidda, Ramleh e in Galilea.
Scendete qui, più profonde e forti,
oh, vive radici nostre!
Scendete più in fondo…
Il nostro persecutore invece
Si faccia bene i conti,
prima che si sconvolgano le ruote,
perché ogni cosa ha la sua fine:
così dicono i libri…

Letta da Gianni Caputo

Lascia un commento

Il Tuo Indirizzo Email non sarà pubblicato.

*

Copyright © 2003-2020 – Tutti i diritti riservati. – Disegnato e realizzato da Lio Saccocci

Pin It on Pinterest

Shares
Share This

Condividi se ti è piaciuto!

Dammi una mano, fammi conoscere ai tuoi amici!