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Tagore Solo il dolore è rimasto

Amore, giorno e notte il mio cuore
si strugge d’incontrarsi con te
nell’incontro che è simile
alla morte che tutto divora.
Spazzami via come una tempesta;
prendimi tutto quello che ho;
spalanca il mio sonno
e saccheggia i miei sogni.
Derubami del mio mondo.
In quella desolazione,
nell’assoluta nudità dello spirito,
uniamoci nella bellezza.
Ahimè, che vano desiderio!
Che speranza c’è d’essere uniti
se non in te, mio Dio ?

Finisci allora quest’ultima canzone
e separiamoci. Scorda questa notte
ora che la notte è finita.
Chi cerco di serrare tra le braccia ?
I sogni non si possono fare prigionieri.
Con mani avide stringo al mio cuore
il vuoto, ed esso mi ferisce il petto.

Donna, non sei soltanto l’opera di Dio,
ma anche degli uomini, che sempre
ti fanno bella con i loro cuori.
I poeti ti tessono una rete
con fili di dorate fantasie;
i pittori danno alla tua forma
sempre nuova immortalità.
Il mare dona le sue perle,
le miniere il loro oro,
i giardini d’estate i loro fiori
per adornarti, per coprirti,
per renderti sempre più preziosa.
Il desiderio del cuore degli uomini
ha steso la sua gloria
sulla tua giovinezza.
Per metà sei donna,
e per metà sei sogno.

Colsi il tuo fiore, oh cielo !
Lo strinsi al cuore
e la spina mi punse.
Quando il giorno svani’ e si fece buio,
scoprii che il fiore era appassito
ma il dolore era rimasto.

Altri fiori verranno a te,
con profumo e con fasto, oh cielo !
Ma per me è passato
il tempo di cogliere fiori;
nella notte buia non ho più la mia rosa,
solo il dolore è rimasto.

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