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Sylvia Plath Pecore nella nebbia

Le colline digradano nel bianco.
Persone o stelle
mi guardano con tristezza, le deludo.

Il treno lascia dietro una linea di fiato.
Oh lento
cavallo color della ruggine,

zoccoli, dolorose campane.
È tutta la mattina che
la mattina sta annerendo,

un fiore lasciato fuori.
Le mie ossa racchiudono un’immobilità, i campi
lontani mi sciolgono il cuore..

Minacciano
di lasciarmi entrare in un cielo
senza stelle né padre, un’acqua scura.

Lettura di DadoPlath

Lettura di Valter Zanardi

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