POESIE

Roger McGough
Farsi leggero

“Ci cre­sce­rai den­tro” mi diceva
quando mi com­prava una giacca per la scuola di tre taglie più grande.
E aveva ragione come capita di solito alle madri.

Melassa di fichi. Sci­roppo ener­ge­tico. Olio di fegato di merluzzo.
Prima che l’anno pas­sasse c’ero cre­sciuto dentro
ma per allora, era anche logora.

Diretti in dire­zioni differenti
io e i miei vestiti non siamo mai andati d’accordo.
E anche ora quando mi cam­bio nulla è cambiato.

Posso com­prare tutto quel che mi pare e piace
vestiti nuovi che vanno a pennello.
Spec­chio intero, ghi­gno altero,
sono io ora che mi logoro, che mi fac­cio più leggero.

Da “Defying Gravity” Wearing Thin

3 risposte

  1. (via Roger McGough Farsi leggero)

    Non capisco, mi imbarazza il condividere qualcosa con voi.
    in oltre 15 anni non mi era mai successo, ma dopo questi ultimi mesi solitari mi pare sia cresciuto un muro di indifferenza tra tutti noi.
    E a questo punto mi sento davvero di troppo, mi pare di sentire le risate con cui i pochi che alla fine arrivano a leggere i miei post sui social reagiscono alle mie parole.
    Scrivo sul blog per sfogarmi e raccontare un pezzo di sordida vita.
    Ma condivido poesie, citazioni, immagini per amicizia, per condividere qualcosa di bello, che credo possa farci stare tutti meglio.
    Solo che ora non sento più quella atmosfera di un tempo, in cui anche se in pochi si facevano vedere o sentire, io percepivo una presenza.
    Non parlo più di numeri, di persone che seguono la pagina o il sito: se debbo giudicare da quello, dai like, dalle risposte posso solo pensare che la pandemia abbia ormai lasciato il vuoto.
    Qualcuno l’altro giorno mi diceva che non era così, solo che le persone non amano esporsi, farsi vedere, hanno altro per la testa.
    E questo lo capisco: per dirla come De André o meglio sull’onda di Spoon River, “Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole” … So bene cosa significa arrampicarsi sugli specchi per cercare un contatto, una mano che sfiora l’altra attraverso un vetro, un muro elettronico.
    Ma prima mi illudevo ci fosse, ora non riesco a farlo; mi pare stia calando il gelo e non vuole essere una critica, ma solo una constatazione.
    Nella vita poche cose hanno importanza, reale e fino all’ultimo momento.
    Una di queste credo sia la dignità perché dipende solo da te, non dagli altri.
    Affetto, amore, amicizia sono tutte cose bellissime, importanti come l’aria per vivere, ma non puoi crearle tu, puoi solo riceverle, cercare di conservarle, sperare che resistano.
    Tutte queste cose non le ho più da molto, almeno non ne sento più la presenza.
    Non mi lamento, ho una famiglia e credo sia quanto deve bastare.
    Ma non posso perdere la dignità, non posso ancora implorare, chiedere, piangere e sperare.
    Mi ero ripromessa di limitarmi a postare dei link, senza le mie solite stronzate.
    Ma sapete, non mi viene bene questa posizione distaccata.
    Per essere così tanto vale io non posti più nulla, continuerò a lavorare solo sul sito e le persone continueranno ad usare quello che io metto senza dovere mai dire grazie, potendo prendere tutto, stampare pdf, leggere o chiedere senza che nessuno rompa.
    Credevo nel valore di qualcosa di diverso, ci credevo davvero, lo ho fatto per tutta la vita. Forse, come ho spiegato nel blog, il fisico da bestia mi sta abbandonando e la forze limitata che resta non può essere buttata dove nessuno la percepisce. Onestamente vorrei solo dormire, non pensare a nulla, ma un ultima volta ho scritto e non so il perché: forza dell’abitudine forse.
    Ciao compagni di una lunga avventura, buona vita a voi tutti.
    Lio

    PS comunque bella poesia 🧡💛

    1. Le tue parole mi hanno toccata profondamente…
      Capisco ciò che intendi, lo provo anch’io a volte, nella mia piccola, grande Vita quotidiana.
      Ti seguo, a distanza, con grande piacere e gratitudine.
      Patrizia 🙂

      1. Grazie a te Patrizia, di esserti fermata qui per dirlo: per me è davvero importante sempre ed in questo periodo ancor di più, sentire che ci sono “gli altri” come me.
        Il mondo credo abbia bisogno delle persone che si “espongono”, anche solo dicendo sciocchezze come faccio io, ma è un modo di allungare una mano verso gli altri, diminuire le distanze, cercare di esporre il nostro io interiore.
        Un abbraccio e grazie
        lio

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