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Roberto Pazzi Verso il Nulla

Bello voler solo esistere,
famiglia, moglie e figlio di me stesso,
signore del mio tempo in rotta,
ma ancora in quota alla terra.
Al computer la mano disimpara a scrivere,
un ascetico esercizio è il suo,
da tanto non scrive più lettere d’amore,
brucia quel che le rimane della voglia,
risparmia penne, guanti, vestiti,
le scarpe per le camminate
che aspettano in riva al mare,
sa che i vecchi costumi da bagno basteranno,
come i viaggi, gli inverni, ormai tutti visibili,
perché vedo oltre, più in là,
centellino l’anima per non sprecarla
e lasciare la casa e la città vuote,
prima di partire
e restituire le chiavi del mistero.
Poi non so dove abiterò,
ma se ritornerò,
nessuno mi riconoscerà
nemmeno questa volta.

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