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Roberto Mussapi La Felicità

Non dove la cercavi, signore, nelle notti del deserto
quando le stelle d’oro brillano sul lapislazzuli
del cielo e la distesa di sabbia è bianca come un manto,
non nell’oasi azzurra e ruscellante,
nelle foglie delle palme mosse dalla brezza,
nell’acqua in cui affondi le braccia e le labbra,
non nel tramonto che incendia di porpora il golìo
quando il sole lacera le vele d”oro e batte sull’acqua:
quella non fu felicità, fu bellezza,
che rimandava a un regno atemporale
di elementi primordiali disegnati dalla luce
dove il fiotto della fontana rende insopportabile il silenzio
e sospetto il mio stesso respiro che s’inoltra nel sonno,
e loro, i vivi, i compresenti, mio Dio,
dove saranno, in quella paradisiaca bellezza?

NO, fu nel suo volto che si specchiava per bere,
nel lampo improvviso degli occhi in quella pozza,
in quell’interruzione del respiro che è il suo riso
e rende eterno il fiato che la anima,
ma non fu il cielo, non l’oasi, non fu il mare,
signore, furono le loro corrispondenze in lei,
i loro istanti di verità e di vita,
quella fu la felicità, la bellezza
quando un respiro umano la smaglia e fa propria
per un istante di compresenza cosmica,
il mare e il cielo nelle labbra e negli occhi,
non l’oasi, non l’incanto del miraggio,
ma la realtà nuda della sua presenza.

Letta da Giancarlo Cattaneo – ParoleNote

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