POESIE

Robert Frost
La strada che non presi

Due strade divergevano in un bosco d’autunno
e dispiaciuto di non poterle percorrerle entrambe,
essendo un solo viaggiatore, a lungo indugiai
fissandone una, più lontano che potevo
fin dove si perdeva tra i cespugli.

Poi presi l’altra, che era buona ugualmente
e aveva forse l’aspetto migliore
perché era erbosa e meno calpestata
sebbene il passaggio le avesse rese quasi uguali.

Ed entrambe quella mattina erano ricoperte di foglie
che nessun passo aveva annerito
oh, mi riservai la prima per un altro giorno
anche se, sapendo che una strada conduce verso un’altra,
dubitavo che sarei mai tornato indietro.

Lo racconterò con un sospiro
da qualche parte tra molti anni:
due strade divergevano in un bosco ed io…
io presi la meno battuta,
e questo ha fatto tutta la differenza.

QUI la versione inglese originale

Letta da Domenico Pelini

Una risposta

  1. Quante volte nel corso della nostra vita, ci troviamo di fronte ad un bivio e non sappiamo che fare.
    O, ed è anche peggio, vorremmo poterle percorrere entrambe, ma il tempo non è mai abbastanza: si deve scegliere.
    E allora quale scegliere, la più comoda, quella asfaltata, quella ombrosa o l’altra più sassosa che passa in un bosco.
    La scelta rimane sempre in mano nostra ma le considerazioni che si fanno sono sempre molte, forse anche troppe. Almeno per me, che solitamente mi buttavo nella via che appariva più rapida per arrivare dove volevo.
    Ora le cose sono cambiate, grazie al cielo le scelte da fare sono davvero poche e riguardano per la maggior parte solo me stessa e quindi posso permettermi di rischiare e fare comunque di testa mia.
    Ma, quando ci si trova nel pieno della vita, spesso le scelte riguardano non solo noi personalmente, ma anche la famiglia, i figli, il lavoro e le cose si complicano di certo, soprattutto per le persone più ragionevoli.
    Io non credo di esserlo mai stata molto, o forse ero solo molto rapida nell’arrivare al punto e quindi alla scelta.
    Mi sono pentita? Poche volte in fondo. Anche le scelte che comunque hanno avuto un ruolo devastante nella mia vita, si sono rivelate alla fine una scelta che se non giusta per me, lo era stata per la famiglia, per i figli.
    L’essere qui in Canada è stata una mia decisione, maturata dopo la morte del mio babbo e soprattutto dopo uno scontro mortale con mio fratello da cui sono uscita in pezzi. Volevo solo sparire, scappare, cambiare qualcosa della mia vita: non avevo più nessuno della mia famiglia se non un fratello che mi aveva ampiamente e chiaramente rifiutato.
    Che fare? Il tutto arrivava nel momento in cui mio figlio Marco doveva rientrare dall’anno trascorso in Canada come exchange student e ne tornava innamorato della differente situazione di vita che aveva trovato. Ad agosto diedi il permesso a Marco di ritornare in Canada perché non riuscivo a pensare di essere io quella che spezzava i suoi sogni: lo avevo subito io quel trattamento e mai lo avrei fatto ai miei figli. Ma pensare a lui in Canada e a Chiara in Italia, io che volevo prima di ogni altra cosa che noi fossimo una famiglia nel senso vero della parola: radici, tronco, rami, foglie, un tutt’uno.
    E quando si verificò la rottura con mio fratello, in pochi giorni decisi di partire con mia figlia e poi, quando mio marito fosse riuscito ad avere i famosi scivoli pensionistici, sarebbe arrivato anche lui.
    Il tutto accadde nell’arco di 3 mesi: la morte del babbo, la partenza di Marco, la lite con mio fratello e la decisione di rovesciare totalmente la mia vita.
    Una vera pazzia, una ricerca di un nuovo inizio per non accettare che tutto fosse finito.
    E ora sono qui: il bivio che mi sono posta di fronte lo ho creato io, non esisteva.
    Nessuno mi obbligava a nulla, ma io sentivo che dovevo cercare di salvare non solo la libertà di scegliere di Marco, ma anche il volere che i miei figli crescessero insieme e che, diversamente da quello che era accaduto a me, potessero essere uno il supporto dell’altra, amici, consiglieri, famiglia.
    Perché questa era la cosa che io reputavo fondamentale, quella in cui credevo ed ero probabilmente abbastanza folle da metterla in atto.
    Sono pazza? non lo so, sono io.
    E voi, che atteggiamento avete nei confronti delle scelte piccole e grosse della vita? create dei bivi o cercate di evitarli?
    Avete voglia di raccontarvi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pin It on Pinterest

Shares
Share This

Condividi se ti è piaciuto!

Dammi una mano, fammi conoscere ai tuoi amici!