POESIE

Robert Frost
La mia ospite di novembre

Che pena io provo quand’è qui con me:
i giorni più grigi di pioggia per lei
stupendi e radiosi lo sono davver;
lei va passeggiando tra gli alberi spogli
tra l’erba bagnata degli erti sentier.

È sì capricciosa: non vuole ch’io sosti.
E mentre lei parla io lieto l’ascolto:
gli uccelli migranti… che gioia lei prova!
La rende felice, pei grigi suoi toni,
la nebbia vischiosa d’argenteo color.

Quegli alberi soli, laggiù appartati,
la terra deserta, il plumbeo del ciel,
agli occhi suoi strani son grandi bellezze,
“Ma tu non ammiri cotanta beltà?”.
Così lei mi assilla, chiedendo il perché.

Eppur non da ieri io provo l’amore
dei dì tanto vuoti del mesto novembre,
ben prima che arrivi la candida neve.
Però non importa che io glielo dica:
per giusta sua lode è meglio così.

Da “Sosta presso un bosco una sera di neve”

 

QUI la versione originale Inglese

Letta da Domenico Pelini

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