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Rainer Maria Rilke Elegia a Marina Cvetaeva

Marina, tutto questo disperdersi nell’infinito
tutte queste cadute di stelle…
noi possiamo gettare noi stessi in ogni dove, verso qualunque stella
ma non potremmo mai renderla più grande…
Onde, Marina, e mare noi siamo!
Siamo abissi e siamo cielo!
Terra, Marina, noi terra, noi mille volte la primavera
Allodole lanciate nell’invisibile dall’irruzione del canto
Noi l’intoniamo con gioia, ma il canto già ci sovrasta,
e subito la nostra tristezza rovescia il canto in pianto.
Niente ci appartiene. A fatica posiamo le nostre mani
Sullo stelo dei fiori non colti…
Ah, già trascinati così lontano, Marina, così altrove…

 

Letto da Lorenzo Pieri

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