Clicca sull'immagine per ingrandirla
Rabindranath Tagore Tu e io
Page 2

Il tempo in cui Tu eri te stesso, solo,
non potevi conoscere
neppure te stesso.
In quel tempo non stavi in alcun luogo,
né aspettavi alcuno:
l’aria in pianto senza legami
non spirava
da quest’altra sponda.

Io venni: il tuo sonno ebbe fine
si diffuse nello spazio
la gioia della luce.
Mi hai fatto nascere
di fiore in fiore
proiettandomi nel lusso delle forme.
Mi hai gettato di stella in stella
ricevendomi poi in seno.
Mi hai scosso nella morte
e mi hai ripreso
rinnovato.

Io venni, il tuo cuore ha palpitato:
io venni, arrivò il tuo dolore:
io venni, arrivò la tua gioia ardente,
come primavera irrequieta
portatrice di vita, di morte e di tempesta.
Io venni, perciò tu sei venuto:
fisso nel mio volto
al mio tocco
toccasti te stesso.

Nei miei occhi non c’è vergogna,
nel mio petto paura,
un velo di timidezza
copre ancora il mio volto:
dagli occhi verso lacrime
perché non Ti posso vedere.
Eppure io so,
mio Signore,
hai un desiderio infinito di vedermi:
altrimenti gli astri e le stelle
non avrebbero ragione di essere.

Che ne pensi?
0/5
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su tumblr
Condividi su print
Condividi su email

Seguimi su:

Altre Citazioni

Altre Poesie

Copyright © 2003-2019 – Tutti i diritti riservati. – Disegnato e realizzato da Lio Saccocci

Pin It on Pinterest

Shares
Share This

Condividi se ti è piaciuto!

Fammi conoscere ai tuoi amici

Shares