POESIE

Primo Levi
Agli amici

Cari amici, qui dico amici
Nel senso vasto della parola:
Moglie, sorella, sodali, parenti,
Compagne e compagni di scuola,
Persone viste una volta sola
O praticate per tutta la vita:
Purché fra noi, per almeno un momento,
Sia stato teso un segmento,
Una corda ben definita.

Dico per voi, compagni d’un cammino
Folto, non privo di fatica,
E per voi pure, che avete perduto
L’anima, l’animo, la voglia di vita.
O nessuno, o qualcuno, o forse un solo, o tu
Che mi leggi: ricorda il tempo
Prima che s’indurisse la cera,
Quando ognuno era come un sigillo.
Di noi ciascuno reca l’impronta
Dell’amico incontrato per via;
In ognuno la traccia di ognuno.
Per il bene od il male
In saggezza o in follia
Ognuno stampato da ognuno.

Ora che il tempo urge da presso,
Che le imprese sono finite,
A voi tutti l’augurio sommesso
Che l’autunno sia lungo e mite.

da “Ad ora incerta”

Lettura di Luigi Maria Corsanico

8 risposte

    1. Buongiorno Wladimiro e grazie di essere qui.
      Non potrei essere più d’accordo, l’unica strada per risolvere tutti questi problemi è in una differente educazione, una cultura profonda della differenza.
      Ci stavo pensando giusto ieri sera mentre ascoltavo le ultime notizie sia di qui in Nord America che quelle della mia Italia. Dove diavolo ci stiamo facendo trascinare? Tutto sembra nascere dall’arroganza con cui gli esseri umani (tutti) considerano l’altro, il diverso rispetto a sé stesso come una cosa da eliminare, da rendere inferiore, da sfruttare.
      E si tende tutti a farlo, quantomeno a non accettare questa diversità.
      E ci stiamo condannando perché solo nella tolleranza e nella comprensione e accettazione di quanto ci rende diversi possiamo crescere e restare umani.
      E per arrivarci esiste solo una via: educare i giovani, dare loro un esempio, creare una cultura di pace.
      Grazie e buona giornata ♥
      Lio

    2. Caro Wladimiro, i mali di sempre non siamo riusciti ad eliminarli. Ci uniamo contro i virus e poi ci dividiamo per i soliti terribili futili motivi. Speravo che questa barca infetta, su cui tutti si naviga, fosse l’occasione per tenersi “mani nelle mani” (come scrivi tu), ma invece, appena è un po’ passata, riemergono prepotentemente odio e arroganza. C’è ancora bisogno di educazione che centralizzi l’umanità nelle sue mille ricchezze piuttosto che nelle minime e ininfluenti diversità.
      Se sei il Wladimiro che conosco, ti abbraccio e ti invito a scrivermi

      1. Stefano, chiedo scusa per il ritardo: brutto periodo per me questo e non sono riuscita nemmeno a controllare i commenti qui. Spero che, anche se in ritardo, questo tuo messaggio arrivi a Wladimiro e vi possiate così mettere in contatto.
        Condivido quello che dici. Aggiungerei anche “tristemente”.
        Pare che noi umani abbiamo la capacità di dimenticare tutto e di non fare tesoro di quanto la vita ci insegna.
        Ma Spes ultima Dea…. in fondo non ci resta che quella.
        Scusa ancora per il ritardo e grazie per essere passato di qui.
        lio

  1. Non la conoscevo. Colpisce già alla prima lettura, ma va riletta perchè profonda di significati. Sono una persona anziana e pur patendo ormai la mancanza degli amici dell’adolescenza, ad uno ad uno “partiti”, non riesco, tuttavia, a concepire quel “segmento teso per un solo momento” espresso dal Levi. Forse il poeta “sente” qualsiasi amicizia più di quanto possa sentirla io, e specie adesso che quelle mie vissute amicizie sono ormai perdute. Questo è il concetto che, rileggendo la poesia, vorrò parrticolarmente approfondire.

    1. Buongiorno Giuseppe,
      Sono come lei anziana anche se amo di più definirmi “vecchia”, una parola che sento più mia e densa di significati.
      Levi riesce sempre a prenderti il cuore in mano e a strizzarlo forte facendoti perdere il ritmo per un attimo, e credo che sia una cosa bellissima proprio perché ci fa sentire il cambio del ritmo, la paura, l’angoscia e poi la speranza.
      Io non so cosa Levi potesse intendere con quel “segmento teso per un attimo” ma so che da una vita ormai il mio mondo di “amici” è basato su questi attimi. Non certo forse quelli intesi dallo scrittore, visto che nel mio caso si tratta di quel breve contatto che si crea con persone che mai vedrò e che non conosco ma che in quel momento io sento come amici e come tali resteranno nella mia vita. Sulla pagina Facebook di questo sito si è creata una vera ragnatela (non per niente Internet viene chiamato “web” cioè ragnatela) tra persone come lei, come me, molte non più giovani, altre invece giovani.
      Cosa abbiamo in comune? forse solo la voglia di esprimere qualcosa, il nostro pensiero, le nostre speranze o anche le nostre paure.
      Non sarà nulla ma io lotto per tutto questo perché credo sia “VITA” in un mondo che ci allontana da tutto questo filo anche solo temporaneo ci lega e ci tiene uniti. E non hai idea di quanto mi lamento se non vedo le persone partecipare , esserci, dire qualcosa.
      Perché anche questo può essere un aiuto a mantenerci vivi, umani e in qualche modo forse anche utili.
      Il tuo post era decisamente più letterario che personale, ma io non sono un pozzo di scienza e una risposta critica alle tue domande non la ho: amo ogni poesia, ogni libro, ogni foglio di carta (e anche non di carta visto uso ebook da una vita) stampata per quello che mi trasmette, per le sensazioni che crea in me e che comunque io interpreti mi rendono più ricca e aumentano la mia capacità di comprensione di ciò che mi circonda..
      Ma penso che online qualche commento di persone eccellenti si trovi: buona ricerca e grazie per essere stato qui 😘
      Lio

  2. A me pare scusate che avvenga il contrario nessuno vuole un cambiamento qualsiasi contano solo le poltrone. Montagne di immondizie buttate nelle strade,malcostume diffuso,vandalismo di ogni genere.Poi mi sono dato una risposta.Tutto questo porta frutti a chi comanda vaticano partiti mafia massoneria tutti connessi ma quale cultura? Non scherziamo

    1. Francesco, non è che io affermi il contrario, come potrei non essere d’accordo con te sulla situazione generale? Io parlo per quello che riguarda l’aspetto “umano” di tutto questo, inteso come sentimenti che come essere umano si dovrebbero provare e che personalmente io provo. Poi quando mi guardo in giro mi viene l’angoscia, mi pare che si stia andando di male in peggio. Poi mi ricordo i miei genitori che già oltre quaranta anni fa dicevano di tutto contro quello che li circondava e inneggiavano ai “loro tempi”. Quante volte ho sentito la frase “AI NOSTRI TEMPI LE COSE ….” 😀 I tempi cambiano ma noi non cambiamo con loro e direi che questo sia anche un bene: il cambiamento ci vuole sempre, ma va corretto e nostro compito di persone con un passato è proprio quello di mantenere a galla quello che di giusto nel passato c’è stato.
      Mafia, vaticano, massoni, and company ci sono sempre stati e dubito che ce ne libereremo mai. Possiamo insegnare ai giovani ad opporsi a determinate cose, avvicinarli ad altre e il nostro compito lo avremo fatto.
      Io come madre ho sempre pensato di dovere portare i miei figli a fare una scelta consapevole e libera, non a farla io ed imporgliela altrimenti non sarei stata diversa da quello che io condannavo.
      Onestamente mi reputo fortunata: i miei figli sono belle persone, sono quelli che non butterebbero mai un pezzo di carta nell’ambiente, che rispettano gli altri , che cercano di vivere la loro viva onestamente.
      Non sono religiosi, non vanno in chiesa, le loro idee politiche (noi siamo ormai cittadini italo canadesi che vivono però qui in Canada) sono lineari, rispettose delle diverse realtà che ci circondano, non sanno cosa sia il razzismo o l’odio e vivono la vita profondamente tra lavoro, natura, e umanità varia 😉
      Per concludere il mio esempio: io credo che loro siano così ANCHE per la cultura a cui hanno avuto accesso, ai libri letti, agli studi fatti, allo stesso ambiente familiare, all’esempio costante.
      Io ho ricevuto il risultato indirettamente, ne sono fiera di certo, ma il vero effetto non è certo su di me ma sulla società in cui vivono e lavorano, sulle persone che stanno formando, sulle famiglie che stanno creando. Tutto questo poi si moltiplicherà, e poi ancora e ancora.
      Perché non accade così? Non possiamo scaricare la colpa su organizzazioni o schifezze varie, ci sono sempre state e sempre ci saranno.
      Forse avremmo dovuto dare di più come genitori, come insegnanti, come famiglie e formare una nuova generazione che creda in qualcosa, che voglia cambiare in meglio il mondo e cercare di salvare quel pochissimo che NOI gli stiamo lasciando.
      Questo quello che penso io e mi ha fatto piacere condividerlo con te 🧡
      Buona giornata!

  3. Buon pomeriggio. Ho cercato la poesia Agli amici di Primo Levi avendola trovata citata da Liliana Segre in un articolo relativo al suo incontro con gli studenti del 18 febbraio a La Sapienza di Roma. Considero il contenuto molto vero e stimolante per la riflessione personale. E’ bella la metafora del sigillo che lascia il segno nella cera quando è ancora tenera: quanta responsabilità nelle nostre quotidiane relazioni soprattutto (ma non solo) nei confronti dei più piccoli e fragili. Ho letto con molto interesse i vari commenti che testimoniano la presenza di persone che usano mente e cuore.Grazie Elena

    1. Elena, grazie a te per avere espresso qui il tuo pensiero.
      Io sono Lio e ti assicuro che negli anni ho conosciuto infinite splendide persone per mezzo del mio sito.
      Per questo si chiama “Il salotto dell’anima”, perché mi piaceva l’idea che anime differenti tra loro si potessero incontrare qui alla ricerca della bellezza che si trova nei libri siano essi di poesie o di prosa.
      Qui, ma soprattutto sulla pagina Facebook, ho conosciuto persone speciali che mi hanno arricchita e che continuano ogni giorno a farlo.
      Esattamente come te 💛🧡quindi grazie!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pin It on Pinterest

Shares
Share This

Condividi se ti è piaciuto!

Dammi una mano, fammi conoscere ai tuoi amici!