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Paolo Polvani Domande

Dimmi papà, com’è morire?
sei ancora apprendista o veterano? in nove anni
hai sostenuto degli esami,
oppure non c’è molto da imparare?
m’insospettisce che nessuno si lamenti, forse è un bel posto,
si può passeggiare? organizzare gite? andare in barca?
servono le tabelline? e le carte geografiche?
la vita di società contempla le stesse disinvolture?
si può spettegolare?

E tu come stai? mi puoi parlare? Puoi
leggere il giornale, o ricordare?
Qui seguitiamo a fare quello che facevamo, che è
semplicemente sguazzare nella vita, starcene aggrappati
ai desideri, alle paure.
Io cerco uno spiraglio per spiarti di là, per controllare
se ancora fumi le super senza filtro, se vai talvolta
in bicicletta, se ti piacciono sempre i libri di fantascienza,
se sei triste e avverti nostalgia.
Ma ho la sensazione che sarà difficile parlarci.
E il trattamento? I cibi sono a scelta? Si può fare

la mezza pensione? C’è qualcosa che ancora somiglia
a questa vita?
Perché tanta paura, tutti ci passano, nessuno,
nessuno che abbia protestato, che sia tornato indietro
per dirci: attenzione! è uno schifo di posto.
Mai nessuno ci ha detto queste cose. E tu,
puoi dirmi tu qualcosa che m’illumini?
Forse morire è così dolce che non vuoi dividerlo con nessuno?
Ci si abitua di fretta?

Da “Compagni di Viaggio

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