POESIE

Pablo Neruda
Sono andato segnando

Sono andato segnando con croci di fuoco
l’atlante bianco del tuo corpo.
La mia bocca era un ragno che passava nascondendosi.
In te, dietro te, timoroso, assetato.

Storie da raccontarti sulla riva del crepuscolo
bambola triste e dolce, perché non fossi triste.
Un cigno, un albero, qualcosa di lontano e di felice.
Il tempo dell’uva, il tempo maturo e fruttifero.

Io che vissi nel porto da dove ti amavo.
La solitudine attraversata dal sogno e dal silenzio.
Rinchiuso tra il mare e la tristezza.
Silenzioso, delirante, tra due gondolieri immobili.

Tra le labbra e la voce, qualcosa va morendo.
Qualcosa con ali d’uccello, qualcosa d’angoscia e d’oblio.
Così come le reti non trattengono l’acqua.
Bambola mia, restano appena gocce che tremano.
Tuttavia qualcosa canta tra queste parole fugaci.
Qualcosa canta, qualcosa sale fino alla mia avida bocca.

Oh poterti celebrare con tutte le parole della gioia.
Cantare, ardere, fuggire, come un campanile nella mani di un pazzo.

Triste tenerezza mia, cosa diventi d’improvviso?
Quando son giunto al vertice più ardito e freddo
il mio cuore si chiude come un fiore notturno.

 

da Venti poesie d’amore, XIII

Letta da Arnoldo Foà

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pin It on Pinterest

Shares
Share This

Condividi se ti è piaciuto!

Dammi una mano, fammi conoscere ai tuoi amici!