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Pablo Neruda Poveri poeti

Poveri poeti che la vita e la morte
perseguitaron con la stessa cupa tenacia,
poi son coperti d’impassibil pompa,
abbandonati al rito e al dente funerario.
Essi – oscuri come pietruzze – ora
dietro gli alteri cavalli, distesi
vanno, alfine governati dagli intrusi,
tra i becchini, a dormire senza silenzio.
Anzi, ormai sicuri che il morto è morto
fanno delle esequie un festino miserabile
con tacchini, maiali e altri oratori.
Spirarono la loro morte e allora l’offesero:
solo perché la loro bocca è chiusa
e più non può rispondere al canto.

.
da Cento sonetti d’amore, LIX

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