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Odysseas Elytis Corpo dell’Estate

Ne è passato di tempo da che s’udì l’ultima pioggia
sopra i ramarri e le formiche.
Ora il cielo arde a perdita d’occhio
i frutti si dipingono la bocca,
i pori della terra si aprono piano piano
e accanto all’acqua che stilla sillabando
una poderosa pianta guarda negli occhi il sole !

Chi è colui che giace steso sulla sabbiosa riva
fumando supino foglie d’olivo inargentate
Le cicale si scaldano nelle sue orecchie.
Le formiche lavorano sul suo petto.
Ramarri scivolano nel prato delle sue ascelle
e per le alghe dei suoi piedi passa lieve un’onda
Rielaborazione di un ritratto di Odysseas Elytismandata da una piccola sirena che ha cantato:

O nudo riarso corpo dell’estate
consumato dall’olio e dal sale.
Corpo dello scoglio e brivido del cuore,
largo scuotersi di chioma del giunco.
Esalar di basilico sopra il pube ricciuto
pieno di piccole stelle e di aghi di pino,
corpo profondo natante del giorno !

Piogge silenziose vengono violente grandinate.
Percosse passano le terre tra le unghie della tempesta
che al largo si fa inchiostro dalle furiose ondate
Si tuffano i colli nelle profonde mammelle delle nubi.

Ma dietro a tutto ciò impassibile sorridi
e ritrovi immortale la tua ora
come sulle spiagge torna a trovarsi il sole
e come nella tua nuda sanità ritrovi il cielo.

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