POESIE

Nelo Risi
Tutta polvere

La foglia è lenta a cedere
nel suo rosso languore
La carne è quasi spenta
che non riceve più sangue
Il muro crolla debole
con secolare schianto
La gioia si frantuma
in pepite di lacrime
La gloria controvento
brucia in un istante.
È vecchia ruggine,
corre le strade
e rode,
solo le armi
unte
lucide e pronte
ne sono immuni:
vien su con passo di testuggine
e spande
come un sudario di nafta in acque franche.
Il cielo è tossico da tempo
gli uccelli hanno smesso le ali
Il mare asciuga il suo plancton
e si svuota di pesci
Il grembo è senza forza
e la segala nei campi è cornuta
Qualcuno libera energia:
la terra si uranizza
grazie alla legge dell’inerzia.
L’Ilisso è buio
nella sua nuova tomba di cemento
come lo Stige,
i poeti lo piangono
nei bar: «C’era una volta»
dicono tra un anice e l’altro
dicono: «Lo sai?
nell’anno…» e scrollano
fumo e polvere di dosso.
Non guariranno mai.
Noi, nati domani
non abbiamo fiori da festeggiare né alberi
che mitighino la pietra
da tutti i pori,
non abbiamo pesci né voli, sciolti
nella terza dimensione –
il quadro tiene
per un impasto di cobalto e di rumori:
effetto della bomba
o dell’occhio che muta la natura.
La verità è più d’una.

1953

Da “Tutte le poesia – Polso teso”

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