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Nâzım Hikmet Ran Solitudine

Ragazzo mio,
io non ho paura di morire.
Tuttavia, ogni tanto
mentre lavoro
nella solitudine della notte,
ho un sussulto nel cuore,
saziarsi della vita, figlio mio,
è impossibile.
Non vivere su questa terra come un inquilino,
o come un villeggiante stagionale.
Ricorda:
in questo mondo devi vivere saldo,
vivere
come nella casa paterna.
Credi al grano,
alla terra,
al mare
ma prima di tutto
all’uomo.
Ama la nuvola,
il libro
la macchina,
ma prima di tutto
l’uomo.
Senti in fondo al tuo cuore
il dolore del ramo che secca,
della stella che si spegne,
della bestia ferita,
ma prima di tutto
il dolore dell’uomo.
Godi di tutti i beni terrestri,
del sole,
della pioggia
e della neve,
dell’inverno e dell’estate,
del buio e della luce,
ma prima di tutto
godi dell’uomo.

Lettura di Salvatore Giardina

Comments (3)

  • Una poesia di Nazim Hikmet che non ricordavo e che ho potuto rileggere perché qualcuno ha lasciato un commento sulla pagine ed io mi ci sono recata per rispondere.
    Ed è stato avere ricevuto quel commento che mi ha smosso dal pantano in cui sto scivolando, qualcuno mi segue e legge e allora si cerca di andare avanti nonostante tutto.
    Ovviamente la conoscevo, ma la avevo davvero messa da parte ed era un peccato.
    Un discorso ad un figlio, ad un giovane ad una persona a cui tieni in cui viene mostrato il male e il bene, in cui si invita soprattutto a vivere senza paura: vivere tutto.

  • Sono una visit attrice abituale di questo sito da un anno e l’ ho adorato fin da subito…
    Complimenti per la tua sensibilità, mi piacerebbe davvero sapere da dove nasce questo interesse così ampio e profondo per le parole.
    Ti auguro il meglio❤️❤️

    • Cara Ariel, grazie per esserti presa il tempo per scrivermi: per me un regalo magnifico 💚
      Da dove nasce la mia passione per le parole? credo sia stata la logica conseguenza della passione per la lettura e il desiderio di condividere.
      Non ci è voluto molto affinché le parole divenissero il mio ‘tutto’…. almeno fino a venti anni fa. Poi, come credo di avere raccontato anni fa qui nel blog “Io-Lio”, dal mio arrivo in Canada sono caduta nel silenzio, non c’era più nessuno con cui parlare, discutere, condividere; non c’erano occhi da guardare, persone da abbracciare, nulla.
      Ed allora ho dato vita al mio sito, il mio salotto per l’anima.
      Le parole, dette o scritte, sono l’espressione di quello che abbiamo dentro di noi, del meglio ed anche del peggio.
      Sono comunque un mezzo con cui ci si può confrontare, alle volte scontrare, più spesso trovare.
      E io credo che gli esseri umani possano trovare la loro collocazione solo insieme, condividendo il bello e il brutto, ma solo facendolo con chiarezza di sentimenti, con sincerità e con la massima disponibilità all’ascolto.
      Io sono da sempre sulle montagne russe della depressione, ma mi salvo in corner per due motivi: le magiche miscele chimiche che mi fanno ingurgitare a quintali 😁 e l’assoluta convinzione che nella condivisione esiste il meglio della vita.
      E la cerco con i mezzi che ho a disposizione, con gli scritti di chi ha saputo esprimere le cose che anche io ho sentito mie, con le poesie, le canzoni, i testi che in qualche modo sono entrati nel mio cuore dandomi piacere. Ma questo piacere non avrebbe nessuna effettiva ridondanza se non lo condividessi perché è solo sapendo che anche altri stanno provando la medesima sensazione che io sto veramente bene.
      Non capita spesso che qualcuno scriva per dirmi che ha trovato piacere nella lettura di qualcosa, ma se e quando capita per me è momento di grande gioia.
      E quindi Ariel, grazie davvero e spero di ritrovarti ancora qui o sulle pagine social del sito.
      Buona vita cara amica 😘💓


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