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Massimo Botturi Quasi amanti

Saliamo in due lo stesso scalino, d’avventori
senza la storia giusta che sola ci potrebbe
unire in una pira di nudo amore solo.
Ignari sia del nome che di quel che portiamo
si sta come assaliti dal gelo
mani in tasca, il bavero in dissimulazione
l’occhio attento, a non finirci dentro la vita
per un urto
magari consapevole o indotto da quel senso
di grama solitudine affine.
Io e una lei
arrugginiti forse alla bocca, mai domati
come due pesci a un dito di acqua
quasi amanti;
dopo aver preso posto su un tram in Via Crocetta
diretto alla furbizia del mondo.
Lei seduta
adesso che per giusto quartiere un po’ si svuota
il carro senza l’anima calda.
Io stremato
da quel ricordo troppo taciuto delle mani
poggiate al muro mentre la prendo
ed era ieri.

Lettura di Luigi Maria Corsanico

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