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Massimo Botturi Le donne che somigliano al vento nelle orecchie

E tutte quelle donne che s’alzano a buon ora
che infiammano cucine con venti
e più candele.
La loro educazione a pensare a tutto quanto
il caffè che viene lento, e poi dietro la tendina
il camion mentre svuota i bidoni.
Donne attente
su libri di quintali di storia, donne verdi
arancio e rosso dei bigodini in città grigie.
Le donne che hanno avuto un lavoro
tempi addietro
stenografe
domestiche, o altro.
Donne forti
capaci di innalzare una diga alla follia
all’impeto degli uomini in cattedra, al furore.
Donne e le loro ciabatte in gomma dura
le dita che svolazzano sul resto dei gerani.
Le donne che somigliano al vento nelle orecchie.
Donne in bici
le buste della spesa a far da contrappeso.
Le donne con il secchio alle tombe, mani in grembo
quasi per trattenere quell’ultima parlata
o proseguirla poi nelle stanze, in case vuote
con i vestiti incellofanati
e il mezzo litro
di latte, per le sere che sono disturbate.

Lettura di Luigi Maria Corsanico

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