POESIE

Marzanna Bogumila Kielar
All’alba

svegliarti, all’alba: con un peso sulle dita semi assopite,
precedendo la sveglia, prima del viaggio; prima
che la sala d’aspetto della stazione, i marciapiedi

s’impadroniscano di noi, ci avvolgano in una fodera metallica,
nel freddo. La luce solo adesso monta i suoi impianti,
dal buio estrae abiti abbandonati, libri – e il sale

dell’alba marina
si spande sul davanzale interno. Le nubi sempre più forti,
complicate: lenti giri
di un gravoso tragitto – sulle ali dei gabbiani;
la carta millimetrata della memoria trattiene le inezie.
Innervate come lobo di orecchio, gonfiore di labbra; il gesto,

il modo in cui slacci il cinturino dell’orologio e lo togli
dal polso – è adesso la scatola nera ritrovata
nella secca della notte. Nei trucioli
del sonno; il tocco come aprire

una sillaba, strascicarla in un sussurro…
(Svegliarsi, ascoltare) –
come si strappano i tendini di quelle ore, e i minuti tornano
e conducono, ormai privi di cronologia

una vita autonoma (vibra l’ago magnetico:
la memoria)

Da Almanacco dello Specchio 2010-2011

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