POESIE

Marco Ricci
L’unico sogno che non vorrei finisse mai

Amo lei perché ribalta ogni perché in un assioma che sussegue ogni mia incertezza
In quello che la lingua instabile trasforma una fiamma in un ardente pira di scontri    
Sin dal primo istante lo concepiamo che ci creperemo per pochi gesti di stizza
Ma tu hai le terra dentro mentre io ho ancora l’oscuro cianuro dei miei mostri  
E noi non traduciamo come si amministri tutto questo manifesto così triste
Questo palla che si compra il sorriso nelle confezioni dei loro falsi desii
Giacché non servono davvero e in ogni euro speso rimani nelle liste
Di proscrizione delle aziende e delle sue prede che credono pii
Io invece so come guadagnarmi i miei veri sogni che sanno
Di te e di nient’altro se non del nostro mondo da ridare
Ai suoi popolanti e non ai loro comandanti che fanno
Il bene di un unico seme prescelto per rimandare
Il loro mandato nel loro stato sbagliato e infine
Incubato dentro una bolla di false promesse
E pure per questo vorrei evadere da vicine
Voci che mi ricordano te anche quando
Non ci sei e io ne soffro nel profondo
Come stando in piedi e afferrando
Il mio sogno lui finisca a fondo 

Da “I primi versi di un usignolo: Poesie d’amore”

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