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Konstantinos Kavafis Itaca II

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d’incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo
né nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente, e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta, più profumi
inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.
Konstantinos-Kavafis-ItacaSia Itaca la mente, il tuo pensiero,
il sempre per cui navighi,
l’andare senza fretta.
Che duri a lungo, anni,
che da vecchio
ti sia dato di mettere
il tuo piede su quest’isola,
ricco del niente
accumulato per la strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha donato già il viaggio.
Senza di lei mai avresti immaginato
d’incamminarti. Che altro ti aspetti?
Se scoprirai ch’è povera, comunque
non resterai deluso perché saggio
ti avrà fatto il cammino, l’esperienza
messa nella bisaccia. Avrai capito
che Itaca è tornare: questo è il viaggio
e il suo significato.

 

Letta da Gianni Caputo

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