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Julio Cortázar Viaggio e vivo ritorno

Perché no cristallo di quarzo
perché no diafania
perché datore d’ombra
di bava voci peli indicibile
raglio fra cartoni (il mio vestito).
Non è sicuro che nel fango stia la statua!
Se invece di mano mandolina
se andare per aria motocicletta no,
questo è sicuro: non avrebbe
peso (da dove esce Dio come un singhiozzo)
né spirito questo specchio per ciechi
né nome, e nessuno
mi chiamerebbe per lo meno solitudine,
e se niente, se nessuno, se venticello nella sera,
(però impossibile)
non bere tè, bersi tè,
non andare, essere andata, non cantare,
essere la poesia funebre e ascoltarsi!
Io dico: e se fosse triste,
se essere quarzo fosse orribilmente chiaro
e sicuro
come formica intera lei, solo lei,
esattamente lei: però questo è il nulla!
Ahi, mano mia, toccami la fronte,
dimmi che sto qui, che continuo, che mi duole
un po’ il cuore, che verso le otto
ceneremo.

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