POESIE

Julio Cortázar
Tutti i giorni un cucchiaio

Adesso che nomino il centopiedi snello,
fiume di palme di mano, trireme cenerognola,
che mi cada sul viso, che mi entri
in un occhio, contorcendosi orribile fra le palpebre,
e rompa i suoi anelli e mi lasci
coperto di zampette furibonde, di veleno
e sventura.
Viso del mezzogiorno,
impara il centopiedi, l’ignominiosa
necessità di andarsi disseccando,
e guarda: non star triste, non andartene di là
a raccontare la tua vita alla gente.
Questo è niente, un disegno che lasciarono andandosene
i poveri, poveri vecchi,
un tappetino dove servivano il tè, e adesso
a lavarsi le mani per andare a dormire.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pin It on Pinterest

Shares
Share This

Condividi se ti è piaciuto!

Dammi una mano, fammi conoscere ai tuoi amici!