POESIE

Julio Cortázar
Possiamo vivere senza l’uccelletto autoritario

Nel centro dell’ostia un ciglio,
questo colpisce il sacerdote, ma no, in realtà
non sembrò mai più bianca, come il vello
di un ventre lo impurifica nel disegno.

Macchie di pantera il tempo corre
con battaglie, scismi, e la cicatrice
di Ruán. Così lo si distingue
dalla tapioca eterna, questa perfetta minestra di stelline,

ogni cosa al suo posto e un posto
per nulla, il Signore come un albero
che sparpaglia l’esatto numero di foglie
e la settimana ha sette giorni
giusti, chi lo discute.

Io. Per questo resta pure nell’ostia, piccolo ciglio,
obbliga il monacello a preoccuparsi,
infilati come un gran vento dentro la messa.

(Questo è un uomo: i falò che alzammo
triangolando la notte,
facendola di nuovo, sebbene non duri).

 

QUI la versione originale Spagnola

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