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Jorge Luis Borges Il bisonte

Montagnoso, grave, indecifrabile,
rosso come la brace che si spegne,
cammina vigoroso e lento per la vaga
solitudine della sua prateria instancabile.
Alza la testa armata. In questo
antico toro dalla dormiente ira,
vedo gli uomini rossi dell’Ovest
e i perduti uomini di Altamira.
Poi penso che ignora il tempo umano,
il cui specchio spettrale è la memoria.
Il tempo non lo tocca né la storia
del suo decorso, così variabile e vano.
Intemporale, innumerevole, zero,
è l’ultimo bisonte e anche il primo

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