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Hermann Hesse Maria

I.
Sei tanto bella!
Il sogno più bello – facendoti innanzi
da notti dorate, anello in quiete serena,
il fatale velo nella destra –
sei tanto bella!

Il mio sguardo si stupisce, si inchina,
il mio cuore chiude tutti i suoi cancelli,
per meditare di nascosto sul miracolo –
sei tanto bella!

II.
Così percorrono le stelle
Così percorrono le stelle la loro orbita
inalterabili ed incomprese.
Noi ci contorciamo in mille vincoli.
Tu procedi di splendore in splendore.

La tua vita è un’unica luce.
Io dalle mie oscurità devo tendere
le mie desiderose braccia verso di te.
Tu mi sorridi e non mi comprendi.

III.
Tu però
Il maestro tacque, ripose il violino.
A noi batté il cuore! Tu però dovesti
dargli la mano. Chissà se intuivi,
che figli fortunati siete di una sola patria?

IV.
Io ti chiesi
Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.

Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste.

V.
Se la mia vita
Se la mia vita passa tuttavia
e di tanto in tanto da folti viticci
una poesia matura ancora scende,
deve essere grato a te.

Tu non lo sai, che hai seppellito
l’immagine tua nel silenzio delle mie notti,
e ciò che la mia poesia alla luce ha portato,
era già prima in te.

Da “Poesie d’amore”

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