POESIE

Hamid Barole Abdu
Un burattino ingrato

Mi vuoi umiliato
Strisciante ai tuoi piedi

Vuoi vedermi recitare
Microfono in mano
Come un burattino

Ma tu, vuoi solo usarmi

Tu vuoi che io dica
Ciò che le tue orecchie
Desiderano ascoltare

Ti aspetti che io scriva
Ciò che tu vuoi leggere

Ma questo non è espressione
Dei miei pensieri

Vuoi vedermi
Imitarti
Scimmiottarti

Non riesci ad accettarmi
Autonomo
Autosufficiente

Uomo
Libero

Mi accetti
Solo se faccio il tuo gioco
E mi presto ad esserti succube
Inferiore
Dipendente
Come un bambino

Mi vuoi imboccare?
Ma io ho le mani per mangiare!
Ti sforzi di pensare
Ai miei problemi
Ma io ho la testa per farlo!
Il mio problema più grande
Sei tu
Col tuo bisogno
Di vedermi sempre
E solo
In condizioni di inferiorità

E vorresti evitarmi
Le esperienze negativa
Che a me servono per crescere
Maturare

Decidi per me
Quando sono in grado
Di farlo da solo

Con quell’abito da samaritano

Hai il coraggio di
Venirmi a dire
Che vuoi il mio bene

Ma ti rendi conto del
Male che mi fai
Mi distruggi
Minuto per minuto

E se io ti imploro di
Lasciarmi assaporare in pace
Uno scorcio di quella libertà
Che ancora non ho conosciuto

Per te sono solo
Uno sciagurato
Un cane sciolto
Da emarginare
Isolare

Un burattino ingrato

Da “Akhria – io sradicato poeta per fame”

Una risposta

  1. Giornata pesante, con mille interrogativi che ho deciso di accantonare almeno fino a domani.
    Così girellando sul sito, ho trovato questa poesia, a mio parere bellissima, versi graffianti ma così veri.
    Mi sono vergognata di far parte di coloro che vorrebbero creare copie di noi occidentali, cancellando quanto di prezioso e unico queste persone portano con sé.
    Mi ritrovo a pensare di quanto sia solo un colpo di … fortuna se io sono nata a Bergamo, bianca, occidentale ecc ecc.
    Ma cosa in fondo mi rende diversa da tutte queste povere anime alla ricerca di pace?
    SOLO LA FORTUNA AVUTA!!! E vi pare che su questa misera base ci si possa sempre comportare da conquistadores, imponendo la nostra educazione in toto?
    Non sarebbe più giusto lavorare sulla base di un reciproco rispetto, di uno scambio, accettando le inevitabili differenze come accrescimento da entrambe le parti.
    Io qui in Canada, non mi sono mai sentita una emigrata.
    Ovvio situazione molto privilegiata la mia, ma l’accoglienza che ho avuto e che continuo ad avere mi riempie il cuore.
    Non dovrebbe essere difficile rendersi conto di come ogni persona, ogni singolo essere umano sia o possa diventare una preziosa risolrsa, un vero investimento per la crescita di una nazione.
    Qui lo hanno capito direi, noi invece ci giriamo intorno… ma capisco che sia un ragionamento troppo difficile da fare così.
    Però almeno dire che siamo tutti ugualmente esseri umani lo posso dire e invito tutti a pensarci.
    Sapete, l’ultima volta in ospedale, mentre la chirurga mi apriva la panza con un bisturi (e solo con spray ghiacciante) e io stavo da schifo, alzando lo sguardo in fondo al letto dell’emergency c’era qualcuno che mi stringeva un piede e mi incoraggiava dolcemente a tenere duro.
    Era un infermiere, un nero alto e imponente con uno sguardo dolcissimo.
    La pressione della sua mano sul piede e il sussurrare che faceva mi ha aiutato tantissimo e avrei voluto passargli quello che provavo dentro di me, quanto gli ero grata.
    non è stato possibile, stavo da schifo e lui finito quello che andava fatto è scomparso.😏
    Ma non lo dimenticherò e credo che ognuno di noi possa avere simili esperienze a cui forse non diamo peso.
    CHiedo scusa se sono stata invadente, ma io credo molto nell’umanità senza colori, senza religioni, senza razze 😍😘💚💛

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