POESIE

Hamid Barole Abdu
Un burattino ingrato

Mi vuoi umiliato
Strisciante ai tuoi piedi

Vuoi vedermi recitare
Microfono in mano
Come un burattino

Ma tu, vuoi solo usarmi

Tu vuoi che io dica
Ciò che le tue orecchie
Desiderano ascoltare

Ti aspetti che io scriva
Ciò che tu vuoi leggere

Ma questo non è espressione
Dei miei pensieri

Vuoi vedermi
Imitarti
Scimmiottarti

Non riesci ad accettarmi
Autonomo
Autosufficiente

Uomo
Libero

Mi accetti
Solo se faccio il tuo gioco
E mi presto ad esserti succube
Inferiore
Dipendente
Come un bambino

Mi vuoi imboccare?
Ma io ho le mani per mangiare!
Ti sforzi di pensare
Ai miei problemi
Ma io ho la testa per farlo!
Il mio problema più grande
Sei tu
Col tuo bisogno
Di vedermi sempre
E solo
In condizioni di inferiorità

E vorresti evitarmi
Le esperienze negativa
Che a me servono per crescere
Maturare

Decidi per me
Quando sono in grado
Di farlo da solo

Con quell’abito da samaritano

Hai il coraggio di
Venirmi a dire
Che vuoi il mio bene

Ma ti rendi conto del
Male che mi fai
Mi distruggi
Minuto per minuto

E se io ti imploro di
Lasciarmi assaporare in pace
Uno scorcio di quella libertà
Che ancora non ho conosciuto

Per te sono solo
Uno sciagurato
Un cane sciolto
Da emarginare
Isolare

Un burattino ingrato

Da “Akhria – io sradicato poeta per fame”

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