POESIE

Gurdjieff
Consigli a sua figlia Reyna

Fissa la tua attenzione su te stessa.
Sii cosciente in ogni istante di ciò che pensi, senti, desideri e fai.
Finisci sempre quello che hai iniziato.
Fai quello che stai facendo nel migliore dei modi possibili.
Non t’incatenare a niente che alla lunga ti distrugga.
Sviluppa la tua generosità senza testimoni.
Tratta ogni persona come se fosse un parente stretto.
Metti in ordine quello che hai disordinato.
Impara a ricevere, ringrazia per ogni dono.
Smetti di autodefinirti.
Non mentire né rubare, se lo fai, menti e rubi a te stessa.
Aiuta il tuo prossimo senza renderlo dipendente.
Non occupare troppo spazio.
Non fare rumore né gesti innecessari.
Se non la possiedi, imita la fede.
Non lasciarti impressionare da personalità forti.
Non impossessarti di niente né di nessuno.
Distribuisci equitativamente.
Non sedurre.
Mangia e dormi lo strettamente necessario.
Non parlare dei tuoi problemi personali.
Non giudicare né discriminare quando non conosci la maggior parte dei fatti.
Non stabilire amicizie inutili.
Non seguire mode.
Non venderti.
Rispetta i contratti che hai firmato.
Sii puntuale.
Non invidiare i beni o gli esiti del prossimo.
Parla solo di ciò che è necessario.
Non pensare nei benefici che ti procurerà la tua opera.
Giammai minaccia.
Realizza le tue promesse.
In una disputa, mettiti nei panni dell’altro.
Ammetti che qualcuno ti superi.
Vinci le tue paure.
Aiuta all’altro ad aiutare sé stesso.
Vinci le tue antipatie ed avvicinati alle persone che desideri rifiutare.
Trasforma il tuo orgoglio in dignità.
Trasforma la tua collera in creatività.
Trasforma la tua avarizia in rispetto per la bellezza.
Trasforma la tua invidia in ammirazione per i valori dell’altro.
Trasforma il tuo odio in carità.
Non ti lodare né ti insultare.
Tratta ciò che non ti appartiene, come se ti appartenesse.
Gurdjieff-Consigli-a-sua-figlia-ReynaNon lamentarti.
Sviluppa la tua immaginazione.
Non dare ordini solo per il piacere di essere obbedito.
Paga i servizi che ti danno.
Non fare propaganda delle tue opere o idee.
Non cercare di risvegliare negli altri, sentimenti verso di te come:
pietà, simpatia, ammirazione, complicità.
Non trattare di distinguerti per la tua apparenza.
Non contraddire mai, solo taci.
Non contrarre debiti, acquista e paga subito.
Se offendi qualcuno, chiedigli scusa.
Se l’hai offeso pubblicamente, scusati in pubblico.
Se ti rendi conto di aver detto qualcosa di sbagliato,
non insistere in quell’errore per orgoglio e desisti immediatamente dai tuoi propositi.
Non difendere le idee antiche, solo perché fosti tu chi le enunciò.
Non conservare oggetti inutili.
Non decorarti con idee altrui.
Non fotografarti insieme a personaggi famosi.
Non rendere conto a nessuno; sii il tuo proprio giudice.
Non definirti mai per quello che possiedi.
Non parlare mai di te senza concederti la possibilità di cambiare.
Renditi conto che niente è tuo.
Quando ti chiedono la tua opinione su qualcuno o qualcosa, di solamente le sue qualità.
Quando ti ammali, invece di odiare quel male, consideralo tuo maestro.
Non guardare con la coda dell’occhio, guarda fisso.
Non dimenticare i tuoi morti,
però riservagli un luogo limitato che gli impedisca invadere la tua vita.
Nel luogo in cui vivi,
riserva sempre un posto a ciò che è sacro.
Quando realizzi un servizio non risaltare i tuoi sforzi.
Se decidi lavorare per gli altri, fallo con piacere.
Se dubiti fra fare e non fare, rischia e fa’.
Non trattare di essere tutto per il tuo compagno;
ammetti che cerchi in altri ciò che tu non puoi dargli.
Quando qualcuno ha il suo pubblico,
non accudire per contraddirlo e rubargli l’audience.
Vivi di soldi guadagnati da te.
Non ti invischiare in avventure amorose.
Non ti vantare delle tue debolezze.
Non visitare mai nessuno solo per riempire il tuo tempo.
Ottieni per distribuire.
Se stai meditando e arriva un diavolo,
fai andare quel diavolo a meditare.

 

Letta da Giancarlo Cattaneo Parole|Note

0 risposte

  1. Buongiorno,
    Come mai accredita questo scritto a G.? Non sembra per nulla scritto da lui… molti testi non riportano mai questo stile di scrittura e di espressione. G ha un suo modo di esprimersi e questo non gli appartiene. Tra l’altro nessuna fonte e nessun suo testo menziona una figlia…qual è la sua fonte per attribuire ciò a G.?

    1. Buongiorno Carmen e scusa il ritardo con cui rispondo, ma purtroppo sto passando un periodo pesante e non sto seguendo il sito come al solito.
      Fermo restando che io sono sempre pronta ad ascoltare se mi viene detto che l’attribuzione di qualcosa non è corretta e capita ovviamente, in questo caso posso dirti come io la abbia attribuita a George Ivanovitch Gurdjieff.
      Avevo letto in giro per il web che esisteva una “storia” riguardo l’esistenza (come figlia di Gurdjieff) di Reyna. Esiste una contestazione del fatto da parte di altri familiare del filosofo.
      In giro circolava questa lettera che pare sia stata scritta dalla stessa Reyna sulla base di quanto il padre le aveva insegnato.
      Ovviamente si parla per “sentito dire” e non vi è nulla di provato realmente.
      La mia fonte in effetti (o meglio la conferma che forse era correttamente attribuibile a Gurdjieff) è stato il libro di Alejandro Jodorowski, “Il maestro e le maghe” affascinante libro in cui Jodorowski parla di meditazione, di zen ecc per arrivare a conoscere sé stesso con il maestro (Ejo Takata) e poi parla delle maghe ossia le donne che lo hanno portato a crescere ed essere libero.
      Ecco qui il brano del libro:
      “Sono tutte favole, Reyna! Finalità utopistiche al cento per cento! E se fossero vere, qual è il primo passo che dovrei fare?”

      “Colui che desidera raggiungere la meta suprema dapprima deve cambiare le proprie abitudini, sconfiggere le paure e la pigrizia, trasformandosi in un uomo morale. Per essere forti nelle cose grandi, bisogna essere forti nelle cose piccole.”

      “E come farlo?”

      “Siamo stati educati male, ci hanno educato male, viviamo in un mondo competitivo dove l’onestà è sinonimo di ingenuità. Dobbiamo sviluppare certe buone abitudini. Alcune di loro sembrano semplici, ma sono difficili da realizzare. Credendole insignificanti, non ci rendiamo conto che sono la chiave della coscienza immortale. Ora ti detterò i comandamenti che mi ha insegnato il mio santo padre:

      “Fissa la tua attenzione su te stesso, sii cosciente in ogni momento di quello che pensi, senti, desideri e fai. Finisci sempre quello che hai cominciato. Fa’ quello che stai facendo il meglio possibile. Non incatenarti a nulla che alla lunga ti possa distruggere. Sviluppa la tua generosità senza testimoni. Tratta ogni persona come se fosse un parente prossimo. Riordina ciò che hai disordinato. Impara a ricevere, ringrazia per ogni regalo. Smettila di autodefinirti. Non mentire e non rubare, se lo fai menti e rubi a te stesso. Aiuta il prossimo senza renderlo dipendente da te. Non desiderare di essere imitato. Stila dei progetti di lavoro e realizzali. Non occupare troppo spazio. Non fare rumore né gesti che non siano necessari. Se non hai la fede, fa’ come se ce l’avessi. Non lasciarti impressionare dalle personalità forti. Non impadronirti di niente e di nessuno. Distribuisci in modo equanime. Non sedurre. Mangia e dormi il minimo indispensabile. Non parlare dei tuoi problemi personali. Non emettere giudizi né critiche quando conosci solo una minima parte dei fatti. Non stringere amicizie inutili. Non seguire le mode. Non venderti. Rispetta i contratti che hai sottoscritto. Sii puntuale. Non invidiare i beni o i successi del prossimo. Parla il minimo indispensabile. Non pensare ai benefici che ti procurerà la tua opera. Non minacciare mai. Mantieni le promesse. In una discussione, mettiti nei panni dell’altro. Accetta di venire superato da qualcuno. Non eliminare, trasforma. Vinci le tue paure, dietro ciascuna di loro si nasconde un desiderio. Aiuta l’altro ad aiutarsi da solo. Vinci le tue antipatie e avvicinati alle persone che vorresti allontanare. Non agire come reazione a quello che dicono di te, nel bene e nel male. Trasforma il tuo orgoglio in dignità. Trasforma la tua collera in creatività. Trasforma la tua avarizia in rispetto per la bellezza. Trasforma la tua invidia in ammirazione per le qualità dell’altro. Trasforma il tuo odio in carità. Non ti lodare e non ti insultare. Tratta quello che non ti appartiene come se ti appartenesse. Non ti lamentare. Sviluppa la tua fantasia. Non dare ordini per il solo piacere di essere obbedito. Paga per i servizi che ti vengono dati. Non fare propaganda delle tue opere o idee. Non cercare di suscitare negli altri emozioni nei tuoi confronti come la pietà, l’ammirazione, la simpatia, la complicità. Non cercare di distinguerti per l’aspetto esteriore. Non contraddire mai, taci. Non contrarre debiti, compra e paga subito. Se offendi qualcuno, chiedigli scusa. Se lo hai offeso pubblicamente, scusati in pubblico. Se ti accorgi di avere detto qualcosa di sbagliato, non insistere per orgoglio nel tuo errore e desisti subito dai tuoi propositi. Non difendere le tue idee più antiche per il semplice fatto di essere stato tu a enunciarle. Non conservare oggetti inutili. Non farti bello delle idee altrui. Non farti fotografare vicino a personaggi famosi. Non rendere conto a nessuno, sii tu il giudice di te stesso. Non definirti in base a quello che possiedi. Non parlare mai di te senza concederti la possibilità di cambiare. Accetta l’idea che nulla è tuo. Quando ti chiedono la tua opinione riguardo qualcosa o qualcuno, di’ soltanto le sue qualità. Quando ti ammali, invece di odiare il male, consideralo il tuo maestro. Non guardare di nascosto, guarda diritto negli occhi. Non dimenticare i tuoi morti, ma assegna loro un posto limitato, in modo che non invadano tutta la tua vita. Nel luogo in cui vivi, dedica sempre uno spazio al sacro. Quando rendi un servizio, non esagerare i tuoi sforzi. Se decidi di lavorare per gli altri, fallo con piacere. Se sei in dubbio tra il fare e il non fare, corri il rischio, e fa’. Non cercare di essere tutto per il tuo partner; accetta che cerchi in qualcun altro quello che tu non puoi offrirgli. Quando qualcuno ha il suo pubblico, non precipitarti a contraddirlo rubandogli l’attenzione dei presenti. Vivi del denaro che tu stesso ti sei guadagnato. Non ti vantare delle tue avventure amorose. Non ti pavoneggiare delle tue debolezze. Non andare mai a trovare qualcuno soltanto per passare il tempo. Ottieni per ridistribuire. Se stai meditando e arriva un diavolo, fallo meditare con te…”.

      Durante quella prima notte insieme – con alcuni intervalli nel corso dei quali Reyna mi mostrò le sue abilità erotiche – chiacchierammo fino all’alba. In realtà non era una conversazione bensì un monologo, perché la figlia di Gurdjieff aveva pensato bene di recitarmi a tutta velocità gli insegnamenti di suo padre.

      Questo quanto posso dirti, io avevo apprezzato il concetto e lo ho condiviso con quanto sapevo.
      Spero di averti spiegato al meglio e grazie di esserti fermata qui.
      lio

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