POESIE

Giovanni Pascoli
Addio

Carissime sorelle, io parto io vado;
ma sento che il mio cuor vuol rimanere.
Rimanere egli vuol, né mio malgrado;
non vuol venir, né contro mio piacere.
Rimanga presso il vostro dolce amore,
rimanga presso voi, povero cuore!
io senza lui, povero cuore ardente,
andrò lontano disperatamente.

Adorate fanciulle, andrò ben lunge
e non sarò felice, oh no! di certo:
dove la vostra voce a me non giunge,
ivi è la solitudine e il deserto.
Là dove non vi vedo e non vi sento
non ha prezzo per me l’oro e l’argento:
dove non odo le vostre parole
io non lo vedo, non lo vedo, il sole!

Mie soavi bambine, oh! ricordate
questo fuggiasco, questo pellegrino!
Pensate a lui felici e sventurate,
pensate a lui la sera ed il mattino:
quando il sol nasce, e quando se ne muore,
nei momenti del gaudio e del dolore.
Credete che nel nostro immenso affanno
i pensier nostri si rincontreranno.

S’incontreranno sempre e si diranno
soavi cose per l’aërea via.
Quanta felicità v’augureranno
da parte della triste anima mia!
E voi? Ma i vostri voti io li so bene,
so le vostre preghiere alte e serene!
Voti e preghiere? Invano, invano, invano!!!
fin che, o fanciulle, io vi sarò lontano!

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