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Gibran Individualità

La tua vita, amico uomo, è un’isola,
separata
da tutte le altre isole e regioni.
Non importa quante siano le navi
che lasciano le tue sponde per altri climi,
non conta quante flotte
tocchino le tue coste:
rimani un’isola,
a soffrire fitte di solitudine
e sospirare la felicità.
Fratello, ti ho visto, seduto
sul tuo mucchietto d’oro,
rallegrarti delle tue ricchezze,
orgoglioso dei tuoi tesori,
ben saldo nella convinzione
che ogni manciata d’oro fosse
anello di congiunzione
tra i tuoi pensieri e desideri
e i desideri e i pensieri degli altri.
Ti ho visto, fratello,
seduto sul trono della gloria,
mentre intorno a te
tutti acclamavano alla tua maestà,
cantando le lodi delle tue opere
e celebrando la tua sapienza.
E mentre li guardavi,
ho visto sul tuo volto i segni
della felicità
e del potere e del trionfo,
quasi fossi l’anima del loro corpo.
Ma guardando di nuovo, ecco ti ho visto solo,
esule tendevi la mano in ogni direzione,
come implorando pietà
e misericordia da fantasmi:
chiedevi rifugio,
non fosse che il rifugio
del calore e dell’amicizia.
Ti ho visto, fratello,
innamorato di una stupenda donna
e, vedendo il suo sguardo colmo di tenerezza,
mi sono detto:
Viva l’amore che ha messo fine
alla solitudine di quest’uomo
e ha congiunto il suo cuore ad un altro cuore>>.
Ma guardando di nuovo ho visto
nel tuo cuore amante
un altro cuore che, in solitudine,
gridava invano
per rivelare i suoi segreti a una donna.
La tua vita, fratello,
è una dimora solitaria
separata da quelle altrui.
è una casa nel cui interno
nessun vicino può spingere lo sguardo.
Se fosse immersa nelle tenebre,
la lampada del vicino
non potrebbe illuminarla.
Se fosse vuota,
le provviste del vicino
non potrebbero riempirla.
Se si ergesse in un deserto
non potresti spostarla nei giardini altrui,
e se si elevasse su una vetta
non potresti trascinarla nella valle
calpestata dai piedi d’altri uomini.
La vita del tuo spirito, fratello,
si svolge in solitudine;
non fosse per questa solitudine
tu non saresti tu
e io non sarei io.
Non fosse per questa solitudine,
magari arriverei a credere,
sentendo la tua voce,
che fosse la mia voce;
o, vedendo il tuo volto,
penserei fosse il mio riflesso in uno specchio.

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