POESIE

Gibran
Catene

Ho incontrato la schiavitù cieca,
che annoda il presente degli uomini
al passato dei loro genitori,
e li spinge a sottomettersi ai loro usi e costumi,
ponendo spiriti antichi entro corpi nuovi.

Ho incontrato la schiavitù muta
che vincola la vita di un uomo
a una donna aborrita,
e pone il corpo di una donna
nel letto di un uomo detestato,
soffocando spiritualmente
l’esistenza di entrambi.

Ho incontrato la schiavitù sorda
che spegne anima e cuore
riducendo l’uomo alla vuota eco di una voce
e alla miserevole ombra di un corpo.

Ho incontrato la schiavitù zoppa
che pone il collo di un uomo
sotto il dominio di un tiranno
e sottomette corpi vigorosi e animi fragili
ai figli dell’avidità,
che se ne servono come strumenti
del proprio potere.

Gibran-CateneHo incontrato la schiavitù squallida,
che discende con gli spiriti dei bambini
dal vasto firmamento
nella casa della miseria,
dove bisogno e ignoranza convivono,
e l’umiliazione risiede
porta a porta con la disperazione.
E i fanciulli crescono da miserabili,
e vivono da criminali
e muoiono disprezzati come reietti
di cui è negata l’esistenza.

Ho incontrato la schiavitù sottile
che definisce le cose con nomi diversi
da quelli a loro propri
e chiama astuzia un’intelligenza,
e vacuità una sapienza,
e debolezza una tenerezza,
e codardia un deciso rifiuto.

Ho incontrato la schiavitù contorta
che fa tremare di paura
la lingua dei deboli
e li induce ad esprimere cose diverse
da quelle che loro pensano;
mentre ostentano di meditare
sulla propria situazione.
diventano come sacchi vuoti,
che perfino un fanciullo può ripiegare
o appendere.

Ho incontrato la schiavitù china
che prende possesso di un popolo
per adeguarsi alle leggi
e alle regole di un altro;
e la sua schiena si incurva sempre di più
ogni giorno che passa

Ho incontrato la schiavitù perpetua,
che incorona re i figli dei monarchi,
e non ne considera il merito.

Ho incontrato la schiavitù nera
che imprime per sempre un marchio
di vergogna e disonore
sui figli innocenti dei criminali.

Contemplando la schiavitù
ti accorgi ch’essa possiede
il perverso potere
della continuità e del contagio.

 

Slavery – da “A treasury of Khalil Gibran”

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