POESIE

Fernando Pessoa
Sonetto III

Quando penso che la mia più miserevole impronta
Resterà nel Tempo più che tutto il mio essere,
Che gli occhi futuri più chiaro mi percepiranno
In questa pagina vergata che nell’anima mia;
E quando io immagino di mettermi a rimirare
I miei buoni lettori di un qualche giorno futuro,
Riconoscenti per qualche idea del mio essere
Che non fa neppure rima con la mia anima perduta
Una rabbia per la stessa essenza del mondo,
Che questo fa, o sol’anche questo rende pensabile,
Avvinghia l’anima mia per la gola e la rotola
Negli orrori notturni di disperate ipotesi,
E io divento un puro sentimento di furia
Cui mancan parole che, perse, la placherebbero.

 

Da Poemi inglesi 35 sonetti

HERE the original English version

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