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Fabrizio De André / Massimo Bubola Se ti tagliassero a pezzetti

Se ti tagliassero a pezzetti
Il vento li raccoglierebbe
Il regno dei ragni cucirebbe la pelle
E la luna tesserebbe i capelli e il viso
E il polline di un dio
Di un dio il sorriso
Ti ho trovata lungo il fiume
Che suonavi una foglia di fiore
Che cantavi parole leggere, parole d’amore
Ho assaggiato le tue labbra di miele rosso rosso
Ti ho detto dammi quello che vuoi, io quel che posso
Rosa gialla rosa di rame
Mai ballato così a lungo
Lungo il filo della notte sulle pietre del giorno
Io suonatore di chitarra io suonatore di mandolino
Alla fine siamo caduti sopra il fieno
Persa per molto persa per poco
Presa sul serio presa per gioco
Non c’è stato molto da dire o da pensare
La fortuna sorrideva come uno stagno a primavera
Spettinata da tutti i venti della sera
E adesso aspetterò domani
Per avere nostalgia
Signora Libertà signorina Anarchia
Così preziosa come il vino così gratis come la tristezza
Con la tua nuvola di dubbi e di bellezza
T’ho incrociata alla stazione
Che inseguivi il tuo profumo
Presa in trappola da un tailleur grigio fumo
I giornali in una mano e nell’altra il tuo destino
Camminavi fianco a fianco al tuo assassino
Ma se ti tagliassero a pezzetti
Il vento li raccoglierebbe
Il regno dei ragni cucirebbe la pelle
E la luna la luna tesserebbe i capelli e il viso
E il polline di un dio
Di un dio il sorriso

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