POESIE

Eugenio Preta
Arrivo

Eccoti, ti raccontano gli alberi solitari sulla rocca,
e danzano al vento del mattino,
restio alle nebbie,
foglie scintillanti di rugiada.
Così giunge al consueto cammino
tra quieti intervalli e sogni insoddisfatti
e pensieri raccattati controvoglia nella scansia del tempo.
Allora rallenta la mente,
andare incerto e pena e solitudine,
nei dintorni di una terra lontana,
abbandonata dal sapore di dolce stagione.
Il tuo canto piegato alle cime di cipressi silenti,
nei rumori di invisibile ruscello e negli angoli dei muri a vista,
smarrito nei colori della contrada
esita nei suoni e nelle afonie del mattino.
La tua parola risuona nelle armonie primitive
alla lieve scorta di passi che ti resta della notte
e sopravvive alla memoria, sottile e dall’andare incerto.
Eppure puoi vederla, se vuoi,
la tua coscienza nei ritorni di lenta onda
senza voglia a superare la cresta del passato e
sollecita ad allargare ferite di cuore
e sprazzi della mente.
Puoi vederla se vuoi come pena di figlio
nei risvolti di un mattino
abbandonato alle carezze della madre
nel casolare alla collina silente e alla città distante.
Ma è solo l’ immaginazione,
piega senza senso di favola antica
mentre risolve le ore e tace ormai il cuore.
Nel tramestio del tempo
si avvilisce il giorno e consueta alla memoria
avanza la tua pena
incedere di lente e mai sopite solitudini.

Letta da Luigi Maria Corsanico

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