POESIE

Eugenio Montale
Laggiù

La terra sarà sorvegliata
da piattaforme astrali

Più probabili o meno si faranno
laggiù i macelli

Spariranno profeti e profezie
se mai ne furono

Scomparsi l’io il tu il noi il voi
dall’uso

Dire nascita morte inizio fine
sarà tutt’uno

Dire ieri domani
un abuso

Sperare – flatus vocis non compreso
da nessuno

Il Creatore avrà poco da fare
se n’ebbe

I santi poi bisognerà cercarli
tra i cani

………………………………………….

Gli angeli resteranno inespungibili
refusi.

Datata nel ms. 16 dicembre 1969.

Da “Satura”

Le strofette di “Laggiù” proiettano in un futuro non troppo remoto le paure del presente. La Terra vista dallo spazio e i suoi abitanti appariranno ai satelliti-spia di un orwelliano potere anonimo ben poca cosa: guerre, identità, speranze non saranno che nomi senza referente. Tutto sarà sostituito dal suo simulacro numerico; tutto sarà ridotto a cifre e a calcoli probabilistici.

METRICA Dieci distici metricamente molto liberi. Il secondo verso (settenario, quinario, quadri- o trisillabo) è sempre più breve del primo.

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