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Emily Dickinson Poesia n. 1277

Ciò che temevo venne,
Ma meno spaventoso,
Perché il lungo timore
L’aveva quasi abbellito.

Ci si abitua all’angoscia,
Alla disperazione.
Peggio saper che viene
Che saperla presente.

Chi indossa la sua pena
Il mattino che è nuova
Soffre più che a portarla
Un’intera esistenza.

Comment

  • Come sempre trovo risposte ovunque, dalle citazioni prese da romanzi alle poesie di ogni periodo.
    Questa è l’ennesima dimostrazione di come noi umani, nel nostro continuo cambiamento, manteniamo comunque un centro che non pare evolversi e che apparentemente è comune a tutti.
    Quale? Quello del dovere sempre pensare al domani, temerlo, volerlo prevedere e lo facciamo in base ai pensieri che in quel momento abbiamo nella mente.
    Forse spereremo in cose buone se saremo allegri e spensierati, ma di certo il futuro sarà catastrofico se non saremo in buone condizioni di spirito o di fisico.
    Leggete questa poesia Di Emily Dickinson: non vi ci ritrovate?
    Io sì eppure sono perfettamente cosciente di come questo “temere” sia un vero trabocchetto in cui si cade e da cui è poi difficile uscire.
    Buona giornata, qui continua a nevicare 🙂


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