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Elizabeth Jennings Pensa a

Pensa a una delicata morbidezza.
Pensa a una nuvola,
non per quello che è, vapore e aria,
ma per come l’immaginazione la domina, la nomina,
la trattiene in bilico sull’orlo della mente.
Pensa a un passerotto,
non ancora capace di buttarsi nel volo
ma che confida nella spinta e nello slancio di chi l’ha generato.
Osserva le sfumature di pastello,
l’opale dei soli al tramonto,
e come gli alberi si oscurano in ogni trama
Foto di una rosa sulla tastiera di un pianofortee ombra di verde.
Pensa al primo timido amore
che non osa dire quello che pensa di vedere
ma aspetta in un librarsi felice,
non ancora nel fondo del desiderio.
Pensa alla gioia concreta di un bimbo sulla spiaggia
non ancora diviso dal luogo da dove guada
o come si incolla alle conchiglie
o le scaglia di nuovo in una pozza della roccia.
Pensa ai quadri e alle loro decise trasformazioni,
ritratti che calmano il volto congestionato di un uomo
o una donna che si contempla in uno specchio.
E infine, pensa ai primi invitanti accordi di una musica,
il primo fiero attacco dei violini,
poi il suono dei corni,
e poi sii grato per come la mente può danzare
in mezzo e attorno e sotto le parole e rallegrati
e sappi che questo non è un caso.

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