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Elizabeth Barrett Browning Rosa morta

O rosa, chi oserà più chiamarti
chi oserà più chiamarti così?
Non più rosea, non più morbida,
non più soave; ma arida e secca
come fili di stoppia. Tenuta sette
anni rinchiusa, i tuoi stessi titoli
ti fanno ora vergogna.
La brezza che soleva alitare su te,
e rapirti un odore che profumava
la valle per tutto il giorno, se soffiasse
ora, passerebbe senza raccoglierne un profumo….
Il sole che su te splendeva, e mescolava
la sua gloria nel tuo magnifico calice
talché il raggio pareva fiorire, e il fiore
sembrava ardere, se brillasse ora
su te non potrebbe più colorirti . . . .
Il cuore però grave; ti riconosce;
il cuore solo! Il cuore ti sente odorosa,
ti vede bella, ti giudica perfetta…. Sì;
e ama più te, or morta rosa, delle rose
superbe che la freddo-sorridente Giulia
porta nei balli. Oh, resta su questo cuore
che pare si spezzi sotto di te!

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