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Edward Estlin Cummings Una piccola chiesa

io sono una piccola chiesa (non una cattedrale)
lontana da splendori e squallori di città frettolose
-io non m’affliggo se i già brevi giorni diventano più brevi
né mi dispiace quando sole e pioggia fanno aprile

la mia vita è la vita di chi semina e miete,
le mie preghiere sono le preghiere di rozzi ragazzi della terra
che lottano (trovano e perdono ridono e piangono)
le loro gioie o tristezze sono la mia felicità o il mio dolore

un miracolo incessante fiorisce intorno a me:
nascita gloria morte e resurrezione,
su di me quando dormo fluttuano simboli ardenti
di speranza e io veglio montagne di perfetta pazienza

io sono una piccola chiesa (lontana dal frenetico mondo
del tormento e dell’estasi) in pace con la natura
-io non m’affliggo se notti già lunghe diventano più lunghe,
né mi dispiace quando il silenzio si fa canto

da inverno a primavera, la minuscola cuspide
io levo alla Sua grazia la quale sola è eterna:
eretta nell’immortale verità della Sua presenza
(con umiltà accogliendo la Sua luce, con orgoglio la tenebra)

 

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