POESIE

Claudio Lolli
Vent’anni

Vent’anni tra milioni di persone,
che intorno a te inventano l’inferno.
Ti scopri a cantare una canzone,
cercare nel tuo caos un punto fermo.

Vent’anni né poeta né studente,
povero di realtà ricco di sogni,
vent’anni e non sapere fare niente,
né per i tuoi né per gli altrui bisogni,
vent’anni e credi d’essere impotente.

Vent’anni e solitudine sorella,
ti schiude nel suo chiostro silenzioso,
il buio religioso di una cella,
la malattia senile del riposo.

Vent’anni e solitudine nemica,
ti vive addosso con il tuo maglione,
ti schiaccia come un piede una formica,
ti inghiotte come il cielo un aquilone,
vent’anni e uscirne fuori è fatica.

Vent’anni e stanza ormai piena di fumo,
di sonno di peccati e di virtù,
lasciandoti alle spalle un altro uomo,
dovresti finalmente uscire tu.

Foto di un giovanissimo Claudio LolliVent’anni e il vecchio mondo ti coinvolge,
nel suo infinito gioco di pazienza,
se smusserai il tuo angolo che sporge,
sarai incastrato senza resistenza,
vent’anni prima prova di esperienza.

Vent’anni e ritagliare i confini,
di un amore che rinnova l’esistenza,
e ritrovarsi ai margini del nuovo,
scontento della tua stessa partenza.

Vent’anni e una coscienza rattrappita,
che vuole venir fuori e srotolarsi,
come tendere un filo tra due dita,
vedere quanto è lungo e misurarsi,
vent’anni fare i conti con la vita.

Vent’anni e già vorresti averne trenta,
esserti costruito già un passato,
vent’anni e l’avvenire ti spaventa,
come un processo in cui sei l’imputato

Vent’anni strano punto a mezza strada,
il senso dei tuoi giorni si nasconde,
oltre quella collina mai scalata,
di là dal mare e dietro le sue onde,
vent’anni rabbia sete e acqua salata.

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