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Charles Baudelaire Il gatto

I

Un bel gatto forte, dolce e vezzoso
passeggia nel mio cervello
come a casa sua.
Si sente appena quando miagola,
per quanto il tono è tenero e discreto;
ma la voce è sempre profonda e ricca,
sia che brontoli o s’acqueti.
Questo il suo incanto e il suo segreto.
Come penetra e filtra questa voce
nell’intimo mio più tenebroso!
Mi riempie come un verso numeroso
e mi rallegra come un filtro!
Che quiete per i mali più crudeli!
Racchiude in sé tutte le estasi!
Non le servono parole
per dire le più lunghe frasi.
L’unico archetto che morde
sul perfetto strumento del mio cuore
e fa cantare più regalmente
la più vibrante corda
è la tua voce, gatto misterioso,
gatto serafico, gatto strano!
Tutto in te, come in un angelo,
è sottile ed armonioso!

II

Che dolce profumo esala da quel pelo
biondo e bruno!
Com’ero tutto profumato
una sera che l’accarezzai
una volta, una soltanto!
E’ lui il mio genio tutelare!
Giudica, governa e ispira
ogni cosa nel suo impero;
 è una fata?
O forse un dio?
Quando i miei occhi, attratti
come da calamita, dolci si volgono
a quel gatto che amo
e guardo poi in me stesso,
che meraviglia il fuoco
di quelle pallide pupille,
di quei chiari fanali,
di quei viventi opali
che fissi mi contemplano!

Da “I Fiori del Male e tutte le poesie”

Qui la versione originale in Francese

Lettura di Gianni Caputo

Lettura di Valter Zanardi

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