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Joseph Brodskij Colloquio con un celeste.

Josif-Brodskij-Colloquio-con-un-celesteColloquio con un celeste.
Qui sulla terra dove
cadevo in estasi o in eresia
dove, scaldandomi nei ricordi degli altri,
vivevo come un ratto nella cenere,
dove peggio d’un topo
rodevo il dizionario in corpo otto
di una lingua che a me è materna e a te straniera
e dove, grazie a te, fisso dall’alto
me stesso, non scorgendo
in nessun modo un luogo da toccare
con il verbo, non dominando più la gola,
soffocando per un cenno del capo
d’una tonitruante
carogna, umettandomi le labbra,
invece di castalio umore, di saliva,
come la torre di Pisa inclinandomi
sulla carta, di notte, io ti rendo il tuo dono:
non l’ho nascosto, non l’ho sperperato
in festini, e se l’anima avesse un profilo,
tu vedresti che essa è solo un calco
del dono doloroso,
che più nulla possiede e che è rivolta
verso di te, insieme al tuo dono.

 

Da “Fermata nel deserto”

 

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