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Blaga Dimitrova Rebus d’amore

In un certo ventoso crocivia
del caso e del probabile
un uomo con voce di serale chiarore
mi invitò all’interno del segreto.

Senza alcuna motivazione
di me stessa stupita
davanti a me stessa eretta
mi fermai sulla soglia.

E rimanemmo così
per sempre nell’inesplicabile
come due ombre di guardiani
davanti all’ingresso del desiderio.

Ora posso affacciarmi
nel profondo delle notti,
perché non sono più mie.

L’amore è desiderio
di provare il dolore fino in fondo
allo schiudersi degli occhi.
Poi, svelandosi,
si uccide da sé
ad occhi aperti.

L’ho salvato, mi chiedo,
quando l’ho costretto
alla cecità?

Dalla raccolta “Voce” – Sofia, 1985

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