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Bertolt Brecht A quelli nati dopo di noi

Veramente, vivo in tempi bui!
La parola disinvolta è folle. Una fronte liscia
indica insensibilità. Colui che ride
probabilmente non ha ancora ricevuto
la terribile notizia.

Che tempi sono questi in cui
un discorso sugli alberi è quasi un reato
perché comprende il tacere su così tanti crimini!
Quello lì che sta tranquillamente attraversando la strada
forse non è più raggiungibile per i suoi amici
che soffrono?

È vero: mi guadagno ancora da vivere
ma credetemi: è un puro caso. Niente
di ciò che faccio mi da il diritto di saziarmi.
Per caso sono stato risparmiato. (Quando cessa la mia fortuna sono perso)

Mi dicono: mangia e bevi! Accontentati perché hai!
Ma come posso mangiare e bere se
ciò che mangio lo strappo a chi ha fame, e
il mio bicchiere di acqua manca a chi muore di sete?
Eppure mangio e bevo.

Mi piacerebbe anche essere saggio.
Nei vecchi libri scrivono cosa vuol dire saggio:
tenersi fuori dai guai del mondo e passare
il breve periodo senza paura.

Anche fare a meno della violenza
ripagare il male con il bene
non esaudire i propri desideri, ma dimenticare
questo è ritenuto saggio.
Tutto questo non mi riesce:
veramente, vivo in tempi bui!

Voi, che emergerete dalla marea
nella quale noi siamo annegati
ricordate
quando parlate delle nostre debolezze
anche i tempi bui
ai quali voi siete scampati.

Camminavamo, cambiando più spesso i paesi delle scarpe,
attraverso le guerre delle classi, disperati
quando c’era solo ingiustizia e nessuna rivolta.

Eppure sappiamo:
anche l’odio verso la bassezza
distorce i tratti del viso.
Anche l’ira per le ingiustizie
rende la voce rauca. Ah, noi
che volevamo preparare il terreno per la gentilezza
noi non potevamo essere gentili.

Ma voi, quando sarà venuto il momento
in cui l’uomo è amico dell’uomo
ricordate noi
Con indulgenza.

Lettura di Gianni Caputo

Comments (3)

    • Ciao Luciano 💛 che bello vederti qui !
      Facebook ormai mi onora della sua totale assenza e non invia più nulla e quindi non so nemmeno se si vedano i post che faccio lì.
      Brecht è uno di quei poeti che ho sempre amato: nella sua crudezza dice sempre delle verità che troppo spesso si cerca di non vedere.
      Ma chissà, forse non vi è molta differenza tra il non vedere e il vedere e non fare ….. Mi sento così inutile 💔
      Buona giornata 😘

  • (via Bertolt Brecht – A quelli nati dopo di noi)

    Cosa si può aggiungere ad una poesia che dice già tutto?

    Forse si potrebbe rivederla in una chiave più luminosa, in cui la speranza possa essere visibile, ma saremmo poi veramente onesti nel giudicare la società odierna?
    Non esiste solo la guerra dichiarata, quella combattuta con le armi e i cannoni al fronte stile Caporetto …. , esistono guerre meno evidenti forse ma non per questo meno cruente.
    Guerre di potere, che non si limitano ad essere tra le cosiddette persone di potere o che almeno credono di avere tale potere, ma che sono infidamente tra di noi tutti, tra le persone semplici, tra i lavoratori, tra quelli che vanno a messa la domenica e che credono quindi di essere brave persone.
    Esempi non sto a farne, tutti noi li conosciamo. Continuo a rabbrividire quando sui social incontro post di persone che fanno parte delle mie “conoscenze” e che sparano a morte contro il migrante o contro il nero e gridano “prima gli italiani”.
    Non penso non ci si possa rendere conto che cambiano le parole ma non le situazioni: la caccia alle streghe è in corso, dimentichi che al mondo ci sono solo esseri viventi con lo stesso diritto alla boccata di ossigeno che serve per vivere.
    Davvero, non ho parole nel leggere quelli che imprecano perché si chiede di fare qualcosa per il Covid-19 tra i migranti. Ma le stesse persone mettono faccine piangenti alla vista delle immagini dal drone delle fosse comune a New York!!
    Ma forse colpisce solo perché quella è la ricca America, mentre le migliaia di morti in giro per il mondo buttati via come spazzatura, senza una cassa e spesso senza una sepoltura invece non esistono, non lasciano un segno, anzi tutto considerato pensiamo che bombe e razzi non facciano danni!
    Ecco perché amo poesie che mi ricordano in che mondo siamo, soprattutto quando una lettura come quella fatta da Gianni Caputo, riempie comunque di calore delle parole che lasciano gelati.

    “Veramente, vivo in tempi bui!
    La parola disinvolta è folle. Una fronte liscia
    indica insensibilità. Colui che ride
    probabilmente non ha ancora ricevuto
    la terribile notizia. […]”

    Come direbbe qualcuno di buona memoria (vivissimo è) “MEDITATE GENTE, MEDITATE”


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